L’Università di Bari compie 100 anni e ieri, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2024/2025, erano presenti, tra gli altri, Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca e di Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, che ha tenuto una lectio magistralis.
<<Questa è la mia ultima inaugurazione da rettore – ha detto Stefano Bronzini, il cui intervento è stato sottolineato da una standong ovation-. È stato bellissimo, ma le esperienze sono bellissime se finiscono. Il prossimo 30 settembre terminerà il mio mandato>>.
Durante la cerimonia, che si è svolta al Petruzzelli, c’è stata la consegna, da parte del rettore Stefano Bronzini, del Sigillo d’oro a due illustri ex studenti: Silvana Sciarra, laureata in Giurisprudenza, già presidente della Corte costituzionale, e Vito Campese, laureato in Medicina e Chirurgia, a cui l’University of Southern California ha intitolato il Kidney Research Center.
<<Molto importante per me essere qui – ha dichiarato il Ministro Bernini -. Sono grata al rettore Bronzini di avermi voluta con lui a festeggiare un appuntamento importante perché sono i primi cento anni di un’università del sud, con una storia straordinariamente significativa e con un grande futuro. Quindi questo è il motivo per cui sono qui, per attestare che l’università di Bari come incrocio tra l’oriente e l’occidente e porta verso il Mediterraneo avrà un grande futuro soprattutto nell’ottica del piano Mattei>>.
<<L’Università degli Studi di Bari compie cento anni – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano –. Un traguardo che ha permesso a generazioni di giovani di prendere in mano il proprio destino, di essere capaci di spirito critico coltivando il sapere, di costruire giorno per giorno un avvenire basato sull’impegno e sul merito. Io devo tutto ai miei studi, alla scuola pubblica e all’Università. La Regione è al fianco dell’Ateneo per accompagnarlo e sostenerlo nella sua capacità di radicarsi allo sviluppo economico del territorio, per offrire ai giovani talenti la possibilità di fare ricerca, per creare un contesto sempre più attrattivo per chiunque intenda venire a studiare, lavorare e investire in Puglia>>.
Un traguardo di straordinaria potenza anche per l’assessore regionale alla Cultura, Viviana Matrangola: <<Questi cento anni raccontano un pezzo fondamentale della storia della nostra regione, testimoniando la crescita culturale e scientifica della nostra comunità. Una comunità che si è messa in cammino nel 1925 e che, da allora, ha saputo rinnovarsi continuamente, affrontando con successo le numerose sfide imposte dalle trasformazioni della società e dei saperi. Oggi, l’Ateneo conta circa 40.000 studenti e 8.000 tra ricercatori e dottorandi. Grandi numeri per un grande ateneo che, come ha detto il Rettore Bronzini, è già desideroso di pensare ai prossimi 100 anni>>.
<<La storia di Uniba è una storia di eccellenza, innovazione e resilienza, capace di coniugare tradizione e modernità, formando generazioni di giovani preparati ad affrontare le sfide del futuro. Oggi – il commento di Sebastiano Leo, assessore regionale all’Istruzione e Formazione – più che mai è fondamentale continuare a investire nelle nostre università e nel capitale umano che rappresentano>>.
E domani un altro ateneo pugliese si accinge e celebrare un anniversario importante.
L’Università del Salento compie 70 anni. E nelle prossime ore, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà a Lecce.
«Lo attendiamo con gioia per condividere il percorso storico di un ateneo che è nato grazie alla spinta delle istituzioni locali e delle singole famiglie, famiglie che nel 1955 si tassarono per consentire attraverso un investimento collettivo la realizzazione di un modello di sviluppo assolutamente lungimirante, incentrato sulla cultura e sulla conoscenza. Oggi – annuncia il rettore, Fabio Pollice – possiamo contare su un ateneo dinamico e innovativo in grado di contribuire allo sviluppo del territorio, di cui alimentiamo la crescita collaborando con reciproco beneficio con attori pubblici e privati, con il costante apporto di competenze, professionalità e tecnologie. L’Università del Salento è anche diventata dispositivo di connessione tra la scala locale e quella globale, a beneficio dell’internazionalizzazione dell’intero sistema territoriale e della sua proiezione mediterranea. La visita del Presidente Mattarella ci onora e ci riempie di orgoglio, e avviene in un momento di alto valore simbolico e molto significativo per la storia della nostra università».


























