Di Pierandrea Fanigliulo
In Puglia il lusso non si misura in sfarzo o ostentazione, ma nella capacità di restare autentici. È questa la visione emersa dal congresso “La Puglia del Lusso”, svoltosi lo scorso 22 settembre 2025 nell’auditorium Jean Marie Martin di Troia (FG), un appuntamento che ha riunito chef stellati, imprenditori, studiosi, istituzioni e operatori del settore.
L’evento, organizzato da Candida Di Pierro – chef e titolare del Ristorante Gallery Bistrot Contemporaneo di Troia e presidente della delegazione foggiana dell’APCI – ha proposto un racconto corale di una regione che punta su autenticità e territorialità per conquistare il mercato nazionale e internazionale. Non tavole imbandite di eccessi, dunque, ma radici profonde, ospitalità sincera ed eccellenze gastronomiche.
Sotto l’egida dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani, con il patrocinio di Confcooperative Puglia, Comune di Troia, Regione Puglia e Puglia Promozione, il congresso ha posto una domanda chiave: cosa significa davvero “lusso” nel panorama enogastronomico contemporaneo? Come ha sottolineato Sonia Re, direttore generale dell’APCI, “sono le persone, le idee e i luoghi che insieme generano identità e bellezza”.
Un nuovo paradigma del turismo pugliese
Il professor Carlo Meo, esperto di sociologia dei consumi e food experience, ha evidenziato come i flussi turistici stiano premiando la Puglia. “Fino a poco tempo fa la Toscana era la destinazione più ambita, ma oggi vive un calo a due cifre, mentre cresce l’interesse verso la Puglia, un luogo che funziona”. Una trasformazione che riflette la polarizzazione del mercato tra chi cerca autenticità e chi preferisce l’ostentazione: un cambiamento che gioca a favore di una regione capace di offrire esperienze sincere e legate al territorio.
La Puglia, infatti, si posiziona come modello di un lusso “sostenibile”, fatto di eccellenza del prodotto, alta cucina e accoglienza vera. Un lusso che non si mostra, ma si vive, e che ribalta i codici tradizionali dell’esclusività.
Le voci degli chef
Protagonisti assoluti del congresso sono stati alcuni tra i più rappresentativi chef pugliesi: Andrea Catalano, Domenico Cilenti, Felix Lo Basso, Pietro Penna, Floriano Pellegrino, Angelo Sabatelli, Antonello Magistà e Felice Sgarra.
Attraverso le loro esperienze e riflessioni, è emersa una Puglia capace di unire creatività e radici. “Il lusso non è mai fine a sé stesso, ma nasce dall’autenticità e dal rispetto della propria identità”, hanno ricordato in molti.
C’è chi ha parlato della necessità di essere visionari e di credere fino in fondo nel proprio progetto, e chi ha sottolineato l’importanza della sostenibilità economica e della valorizzazione dei borghi diffusi. Tutti, però, hanno riconosciuto il valore dell’accoglienza come elemento distintivo. “Coccolare l’ospite, farlo sentire a casa: è questo il vero lusso pugliese”.
Parole come autenticità, naturalezza e vitalità sono risuonate spesso, insieme all’invito a “essere figli del proprio tempo” e a guardare al mondo con strategie moderne, senza dimenticare le proprie radici.
La dimensione umana e le sfide del presente
Uno dei temi centrali del dibattito è stato il valore umano dell’ospitalità. Gli chef hanno ricordato che l’amore per il proprio lavoro e il sostegno della comunità sono alla base di ogni percorso di successo. “Senza persone sedute al ristorante, non si è nessuno”, ha sottolineato uno dei relatori, ribadendo l’importanza di creare relazioni autentiche con gli ospiti.
Questo approccio si traduce nella capacità di offrire esperienze che vadano oltre il semplice consumo, trasformando ogni pasto in un momento di condivisione e memoria.
Parallelamente, è emersa la necessità di rafforzare la professionalità e le competenze nel settore. Gli imprenditori hanno evidenziato l’urgenza di alzare gli standard qualitativi, dalla sala alla comunicazione, per soddisfare una clientela sempre più esigente e consapevole.
Puglia, laboratorio di un lusso consapevole
La Puglia si propone così come laboratorio di un nuovo modo di intendere il lusso: non più ostentazione, ma esperienza autentica. Un modello fondato su valori solidi, persone vere e proposte gastronomiche che raccontano il territorio in chiave moderna.
Il lusso pugliese non vuole stupire, ma emozionare. È fatto di profumi, accenti, mani che lavorano, sorrisi che accolgono. Un lusso che parla al cuore prima ancora che al palato — e che oggi rappresenta, più che mai, il biglietto da visita con cui la Puglia si presenta al mondo.
















