“La Fontana racconta” è il titolo della mostra fotografica itinerante dedicata alla storica colonnina in ghisa che, a partire dagli inizi del secolo scorso, è presente in tutti i punti strategici dei centri pugliesi.
La mostra, che sarà inaugurata il 18 marzo alle ore 11 presso il convento dei frati francescani di Veglie, alla presenza dell sindaca Mariarosaria De Bartolomeo, dell’amministrazione comunale e delle autorità, propone una sessantina di scatti, in parte dell’archivio dell’Acquedotto Pugliese in parte dei numerosi fans della fontanina, oltre a numerosi manufatti tipici degli inizi del secolo scorso, utilizzati per l’approvvigionamento, il trasporto, il consumo e la conservazione dell’acqua prima dell’avvento dell’Acquedotto Pugliese. A completare l’esposizione ci saranno altri oggetti che riportano al passato come anfore, vasi e recipienti per l’igiene personale, provenienti da collezioni private.
La mostra resterà aperta fino al 30 marzo, ogni giorno dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.
L’obiettivo è ribadire la centralità dell’acqua pubblica, promuoverne il valore e la difesa, e, contestualmente, diffondere la conoscenza dell’Acquedotto Pugliese che gestisce da oltre cent’anni un bene così prezioso. La mostra vuole sottolineare, inoltre, l’assoluta sicurezza dell’acqua distribuita dall’Ente, garantita da una rete di laboratori dislocati su tutto il territorio, oltre che da una serie di dispositivi elettronici sistemati lungo la rete. Simbolo indiscusso dell’Acquedotto Pugliese e di tutta un’epoca passata, la fontanina, con la sua tipica sagoma è presente in tutti i centri della regione. Vere e proprie icone della “conquista sociale” dell’acqua, questi rubinetti artistici e, allo stesso tempo pratici, cominciano a popolare le strade e le piazze cittadine dagli inizi del secolo scorso, portando la prima acqua salubre pubblica in Puglia. La loro storia risale esattamente al 1902, alla legge per la costruzione e l’esercizio dell’Acquedotto Pugliese in cui si dispone che “il Consorzio dovrà costruire a sue spese in ciascun comune, in numero proporzionato agli abitanti, fontanine gratuite pel pubblico, restando in facoltà del comune di disciplinarne l’uso, ed a suo carico il pagamento dell’acqua”.
Il regolamento per la costruzione e l’esercizio dell’Acquedotto Pugliese, approvato con Regio decreto nel 1904, ne disciplina l’installazione, “in ragione di una per ogni 2500 abitanti nei grossi centri che ne contano più di 20 mila, una per ogni 1500 nei comuni di popolazione compresa tra i 10 e 20 mila abitanti, ed infine una per ogni 1000 abitanti o meno nei centri minori”. Sempre secondo il regolamento, “ogni fontanina non dovrà erogare meno di 25 metri cubi d’acqua al giorno e sarà a luce tassata, mediante apposito rubinetto idrometrico, e l’acqua dovrà dai comuni essere pagata al prezzo di 0,20 lire”.
<<Proprio a Veglie – spiega la sindaca – lo scorso agosto è partito un progetto di ripristino di 11 fontanine pensato e portato avanti con l’assessorato al Decoro urbano, per tutelare e promuovere il patrimonio storico della cittadina. Lo staff di Fontanine di Puglia – sorgenti di comunità ha provveduto a realizzare i primi interventi di riqualificazione garantendo alla comunità la tutela di un patrimonio storico, culturale e identitario a testimonianza di acqua intesa come bene comune>>.
Sono state sostituite le tubazioni, installati i gruppi erogatori con manopola e bocca simili all’originale in ghisa, e i cappelli, oltre alla segnaletica con un Qr code che l’utente potrà inquadrare per scoprire la geolocalizzazione delle altre fontanine, informazioni e curiosità sui blocchi di ghisa. Il progetto si inquadra nell’ottica della valorizzazione del patrimonio storico-culturale di Veglie. È un ripercorrere le radici, perché le fontanelle erano un luogo di incontro tra le persone in un periodo in cui l’acqua non arrivava nelle case. Un luogo in cui scoprire e alimentare l’amicizia, dove sono nati tanti amori.





















