I capolavori “nascosti” della Galleria Borghese arrivano al MUST Lecce

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Bernini Gian Lorenzo, Autoritratto in età giovanile, 1623 circa, olio su tela, 39x31 cm © Galleria Borghese / foto Mauro Coen
Bernini Gian Lorenzo, Autoritratto in età giovanile, 1623 circa, olio su tela, 39x31 cm © Galleria Borghese / foto Mauro Coen

Da Roma a Lecce, approda al Must il progetto itinerante della Galleria Borghese.

Il museo capitolino, in collaborazione con la Fondazione Roma, presenta “Tesori nascosti della Galleria Borghese. Da Tiziano a Bernini”, un progetto espositivo itinerante che porterà una selezione di opere, molte delle quali raramente visibili al pubblico, a Lecce, dal 24 luglio al 18 ottobre presso il Museo MUST, e successivamente a Cosenza, nella sede della Galleria Nazionale. La mostra, curata scientificamente dalla Direzione della Galleria Borghese, propone un percorso dedicato all’arte italiana tra Rinascimento e Barocco, con l’obiettivo di promuovere un modello di museo diffuso e valorizzare il patrimonio artistico nazionale. L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per approfondire la storia della collezione Borghese, avviata nel XVII secolo dal cardinale Scipione Borghese, restituendo al pubblico opere spesso non accessibili e valorizzando il costante lavoro di tutela, studio e conservazione svolto dal museo. Il percorso espositivo, articolato in sezioni tematiche — tra cui Rinascimento, Barocco e pittura su pietra — riunisce capolavori di alcuni tra i più importanti protagonisti della storia dell’arte italiana, come Tiziano, Dosso Dossi, Palma il Vecchio e Gian Lorenzo Bernini. Le opere dialogano tra loro attraverso scuole, linguaggi e materiali differenti, dando vita a una narrazione rigorosa dal punto di vista scientifico ma al tempo stesso coinvolgente per il pubblico.

Partner dell’iniziativa è la Fondazione Roma, che sostiene il progetto promuovendo una visione di cultura accessibile e diffusa, intesa come strumento di crescita sociale e valorizzazione del patrimonio collettivo. La tappa leccese, ospitata dal Museo MUST, è resa possibile grazie al coinvolgimento istituzionale del Comune di Lecce, mentre la realizzazione complessiva del progetto a Lecce e Cosenza è sostenuta anche dal contributo in Art Bonus di Intesa Sanpaolo.

«Si tratta di un’iniziativa senza precedenti per Lecce – sottolinea il sindaco Adriana Poli Bortone -. La straordinaria ricchezza delle opere esposte al MUST rappresenta un privilegio e un motivo di grande orgoglio per la città, contribuendo ad alimentare l’attenzione verso l’arte e la crescente domanda culturale che registriamo anche tra i più giovani. Si tratta inoltre di un’offerta culturale di grande valore, capace di attrarre visitatori e turisti e di offrire l’opportunità di ammirare tesori che difficilmente sarebbero accessibili altrove. Un sentito ringraziamento va alla Galleria Borghese, alla direttrice e a tutti coloro che hanno reso possibile un allestimento che sarà un appuntamento centrale dell’estate leccese».

«Non solo un evento artistico di rilievo nazionale, ma una concreta opportunità di sviluppo turistico per la città – aggiunge il consigliere delegato agli eventi culturali Monica Faggiano -. La mostra ci permetterà di intercettare flussi di turismo culturale qualificato, legati anche alla reputazione delle iniziative della Galleria Borghese. Crediamo fortemente nel legame tra arte e turismo: la valorizzazione dei grandi capolavori diventa così un motore di crescita per il territorio, con ricadute concrete sull’economia locale e un ulteriore consolidamento del posizionamento di Lecce come meta d’eccellenza».

«Il prestito delle opere da parte della Galleria Borghese, insieme alla complessa macchina organizzativa e amministrativa necessaria per la loro movimentazione, rappresenta per Lecce un’opportunità straordinaria – evidenzia il direttore del MUST Fernando Bonocuore -. Si tratta di un grande traguardo ma anche di un punto di partenza per il museo, che potrà rafforzare e ampliare la propria attività espositiva e culturale. Gli sforzi di questi mesi saranno pienamente ripagati dalla possibilità di offrire al pubblico la visione di capolavori che, in alcuni casi, risultano difficilmente accessibili persino nella loro sede originaria».