Dal mare agli ulivi: la visione del GAL Terra d’Arneo per il turismo pugliese

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«La Puglia del 2025 non è più soltanto la terra delle spiagge affollate in agosto, ma sempre di più un laboratorio di turismo esperienziale che arricchisce e completa l’offerta balneare. Negli ultimi anni il viaggio è cambiato: il mare resta un polo fortissimo, ma cresce la voglia di vivere il territorio in maniera autentica, tra degustazioni di olio e vino, passeggiate tra gli ulivi secolari, cooking class in masseria, cammini, cicloturismo e artigianato locale. È un cambio di paradigma che permette alla regione di destagionalizzare, distribuendo i flussi anche in primavera e in autunno e dando nuova linfa ai piccoli borghi dell’entroterra».

Così Cosimo Durante, presidente del Gal Terra d’Arneo, sulle mutate esigenze del viaggiatore contemporaneo; e se da un lato gli italiani accorciano le vacanze scegliendo più qualità e più esperienze, gli stranieri si distribuiscono meglio lungo l’arco dell’anno.

Un segnale forte della direzione intrapresa arriva anche dalla politica regionale. Con la legge n. 9 del 2025 la Puglia ha introdotto una disciplina organica per l’oleoturismo, che riconosce le visite nei frantoi, le degustazioni guidate e le attività culturali legate all’olio extravergine come prodotti turistici veri e propri, con standard minimi e requisiti professionali. Una mossa che trasforma un simbolo identitario del territorio in attrattore economico e culturale, creando opportunità soprattutto per le aree interne meno toccate dal turismo balneare.

«Il turismo esperienziale – aggiunge Durante – distribuisce i benefici: porta viaggiatori nelle campagne, nei centri storici minori, nei frantoi ipogei e lungo i cammini, offrendo prospettive di sostenibilità sociale ed economica. Sempre più turisti sono alla ricerca di esperienze vere, vogliono entrare in contatto con le persone e con i luoghi che visitano. Siamo in presenza di un turismo emozionale in cui entrano in gioco le aree rurali più autentiche e i borghi che, oggi più che mai, sono il nucleo di un nuovo modo di concepire il viaggio».

Per gli operatori e per i comuni questa trasformazione non è soltanto un’opportunità, ma quasi una necessità. Significa innanzitutto ripensare il calendario, offrendo prodotti capaci di vivere oltre l’estate: esperienze legate alla raccolta delle olive e alla vendemmia, cammini primaverili, laboratori artigianali e attività culturali che possano attrarre visitatori in ogni stagione. Significa anche fare rete, costruendo pacchetti integrati in cui un frantoio si unisce a una masseria, a una guida locale e a una bottega artigiana, così da proporre giornate complete o soggiorni brevi capaci di raccontare più sfaccettature del territorio.

Diventa centrale anche il modo in cui si comunica: non più solo con l’immagine della spiaggia o del mare cristallino, ma con una narrazione basata su valori condivisi come l’autenticità, la sostenibilità e il senso di comunità. È questa la chiave per attrarre un viaggiatore sempre più attento e consapevole.

L’estate 2025 si sta configurando come una stagione di consolidamento: la Puglia cresce ancora, ma con ritmi più maturi rispetto all’exploit post-pandemico, e lo fa ampliando la gamma di prodotti turistici. È questo il vero salto di qualità: meno dipendenza dal “mare a tutti i costi”, più valore aggiunto per chi viaggia e per chi ospita. In altre parole, la Puglia sta diventando non solo una meta da vivere, ma una regione da sperimentare.