Di Pierandrea Fanigliulo
Nel cuore del tacco d’Italia, dove il paesaggio scorre tra filari di Negroamaro e distese di Primitivo, nasce un’esperienza che unisce memoria, gusto e scoperta. Il Salento Wine Train riporta in viaggio il fascino dei treni storici per condurre appassionati e curiosi in un itinerario che racconta l’anima enologica del territorio. A bordo del celebre “Centoporte”, convoglio degli anni Trenta perfettamente restaurato, il percorso diventa un invito a esplorare cantine, vigneti e sapori autentici, accompagnati dai sommelier AIS Lecce tra degustazioni, visite guidate e scorci di un Salento che si lascia assaporare lentamente, binario dopo binario.
Un progetto che non solo ha trovato nuova linfa, ma che sta già vivendo una fase di piena maturità. Come racconta l’onorevole Andrea Caroppo, l’iniziativa ha mosso i primi passi nell’autunno 2023, tra ottobre e novembre, quando fu lanciata in forma sperimentale. Il riscontro, però, ha superato ogni aspettativa, al punto da spingere gli organizzatori a trasformarla in una proposta stabile, strutturata e programmata su più stagioni. Caroppo spiega che, proprio sulla scia dell’entusiasmo raccolto, il Salento Wine Train è tornato sui binari nell’ottobre 2025, confermandosi un appuntamento di grande richiamo. L’idea, ora, è già proiettata in avanti: il calendario prevede nuove corse dalla primavera 2026 e sono in fase avanzata anche i progetti che riguardano il 2027, con risorse dedicate e una pianificazione definita.
La prima edizione, quella sperimentale, si era svolta lungo la tratta dal Museo Ferroviario di Lecce verso Manduria, un viaggio immerso nei territori del Primitivo, una vera e propria Primitivo Experience. La riproposizione del 2025, invece, ha scelto un altro volto del Salento, spostandosi da Lecce verso Gallipoli per attraversare le aree simbolo del Negroamaro. Due itinerari distinti, due anime del vino salentino raccontate attraverso paesaggi, cantine e incontri.
Caroppo anticipa anche un possibile sviluppo futuro: l’idea di estendere il percorso fino a Brindisi, terra legata ai vitigni del Brindisi Doc e del Susumaniello, un’opzione che – spiega – si inserisce in un legame storico profondo tra viticoltura meridionale e rete ferroviaria.
Le sue parole restituiscono appieno il clima positivo attorno al progetto: “Un progetto che è già ripartito, perché in realtà l’idea è stata sperimentata nell’autunno, ottobre-novembre 23. Poi, visto il grande successo, abbiamo lavorato per fare in modo che non solo venisse riproposto, ma venisse riproposto in maniera strutturale. Siamo già in condizione di proporlo per le prossime stagioni”.
E ancora: “La prima volta lo abbiamo fatto da Lecce verso Manduria, quindi un viaggio nelle terre del Primitivo. Quest’anno, invece, siamo andati da Lecce verso Gallipoli, nelle terre del Negroamaro. Si sta lavorando anche all’ipotesi di un percorso che guardi a Brindisi, oggi caratterizzata dal Brindisi Doc e dal Susumaniello”.
Infine, Caroppo sottolinea il coinvolgimento delle realtà partner: “L’AIS è stato il partner più importante, insieme al DAJS come soggetto attuatore. Le cantine sono molto soddisfatte dell’utenza e dell’entusiasmo che c’è stato. Va molto bene, davvero molto bene”.
Un entusiasmo condiviso, che conferma il Salento Wine Train come una delle esperienze più originali e identitarie del territorio, capace di raccontare il Salento attraverso i suoi binari, i suoi vigneti e la passione dei suoi produttori.
















