Due nuovi cittadini onorari a Copertino: si tratta di Liliana Segre e Sami Modiano, tra gli ultimi testimoni viventi degli orrori della Shoah.
A deciderlo, all’unanimità, è stato il Consiglio Comunale ritenendo tale riconoscimento espressione “dell’alto valore morale ed educativo del ruolo che gli stessi svolgono attraverso una intensa attività di conservazione della memoria e di opportunità di conoscenza e crescita per le giovani generazioni”, nonché un atto di gratitudine “per essere e rappresentare costante e tenace monito al rispetto dei diritti di ogni persona contro la sopraffazione e le ingiustizie di ogni potere totalitario”. In qualità di “instancabili educatori della coscienza delle giovani generazioni contro l’oblio dell’indifferenza e del tempo”.
<<Come già accaduto con Piero Terracina, cui abbiamo anche dedicato un Museo grazie al materiale donatoci dalla sua famiglia, il Comune di Copertino è deciso ad adottare ogni iniziativa utile a mantenere vivo il ricordo degli eventi accaduti al popolo ebraico e ai deportati nei campi nazisti, perché simili orrori non debbano mai più ripetersi>> ha spiegato il Sindaco di Copertino, Sandrina Schito ( che ha mantenuto per sé la delega alla Memoria e alle relative celebrazioni).
L’iniziativa è stata fortemente voluta dal presidente del Consiglio Comunale, Cosimo Lupo, che ha sottolineato quanto sia importante debellare ogni forma di discriminazione razziale e sociale. << La lotta contro il razzismo e ogni forma di discriminazione, la tolleranza e il rispetto per le dignità altrui – questo il commento dell’amministratore – sono il fondamento di ogni società democratica. Oggi, più che mai, abbiamo il dovere di insegnare tutto questo alle giovani generazioni perché su queste pagine di Storia – le più oscure del ‘900 – non abbia mai a scendere l’oblio dell’indifferenza>>.
Le cittadinanze onorarie verranno conferite il prossimo 27 gennaio, in concomitanza con la celebrazione della Giornata della Memoria.
Sami Modiano, classe 1930, aveva solo 8 anni quando le leggi razziali fasciste gli negarono l’accesso a scuola solo perché ebreo. Nato a Rodi (isola greca che a quell’epoca faceva parte del territorio italiano) fu l’unico della sua famiglia a sopravvivere al campo di sterminio. <<Quando sono uscito vivo da quell’inferno che si chiama Birkenau – ha dichiarato in un’intervista – io mi sono sentito male: non volevo sopravvivere, volevo essere al fianco di mio papà, di mia sorella, dei miei cugini, di tutti quelli che ho lasciato là. “Perché io?”. Questo punto interrogativo mi ha tormentato tutta la vita>>.
Liliana Segre, anche lei classe 1930, fu deportata ad Auschwitz appena 13enne. Dei 776 bambini italiani finiti con lei nel campo di concentramento, fu l’unica a salvarsi insieme ad altre 24 piccole creature. Senatrice a vita, la Segre ha raccontato la sua biografia in diversi romanzi tra cui: “La colpa di essere nati”; “La memoria rende liberi” e “Fino a quando la mia stella brillerà”. Durante la seduta inaugurale della XIX Legislatura, al Senato, ha ribadito il suo impegno contro l’odio e contro ogni forma di divisione e discriminazione.


















