Bari – Dopo anni di attesa, la Regione Puglia ha approvato le linee guida per l’accreditamento delle botteghe-scuola, un modello pensato per favorire il trasferimento di competenze tra maestri artigiani e nuove generazioni. Il provvedimento, pubblicato nei giorni scorsi sul Bollettino ufficiale della Regione, dà attuazione alla legge regionale 26 del 2018 e rappresenta, secondo Confartigianato, una svolta attesa da tempo dal mondo produttivo.
Le botteghe-scuola consentiranno agli artigiani già riconosciuti come Maestri di trasmettere saperi e tecniche ai giovani attraverso percorsi formativi che non richiedono necessariamente un contratto di lavoro. Un’opportunità, spiegano da Confartigianato, non solo per l’orientamento e la crescita professionale dei ragazzi, ma anche per contrastare l’emigrazione giovanile e accompagnare il ricambio generazionale nelle imprese pugliesi.
“Già da prima del 2018 abbiamo sostenuto in ogni sede l’importanza di questo provvedimento – ha dichiarato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia –. Meglio tardi che mai: le botteghe-scuola non sono un vezzo, ma una risposta concreta ai bisogni che emergono dai dati sul rapporto tra giovani e lavoro. Con il binomio Maestri-Botteghe puntiamo a ricostruire quel modello di successo che ha reso grande il Made in Italy”.
Il tema è cruciale anche alla luce dei dati sull’occupazione. Nel 2024, secondo Unioncamere e Ministero del Lavoro, in Italia oltre 840mila posizioni di operai specializzati sono rimaste scoperte, pari al 15% delle nuove entrate previste. In quasi due terzi dei casi le imprese hanno segnalato difficoltà a reperire candidati, con tempi medi di selezione che hanno sfiorato i cinque mesi.
Per la Puglia il problema è doppio: da un lato il progressivo invecchiamento della forza lavoro, dall’altro la fuga di giovani verso altre regioni o all’estero. Nei prossimi anni migliaia di lavoratori raggiungeranno l’età pensionabile, lasciando scoperti settori chiave dell’artigianato e della manifattura.
“Questi numeri – ha aggiunto Sgherza – dimostrano che la trasmissione delle competenze non è solo un obiettivo culturale, ma una necessità vitale per la sopravvivenza e la crescita del nostro tessuto produttivo. Continueremo a collaborare con l’assessorato regionale al lavoro e alla formazione affinché, anche attraverso fondi comunitari, le botteghe-scuola diventino operative nel più breve tempo possibile”.
Con l’avvio del sistema, la Puglia punta dunque a trasformare una tradizione antica in una leva moderna di sviluppo e attrattività, capace di valorizzare i maestri artigiani e dare nuove prospettive ai giovani talenti.

















