C’è un’infrastruttura che non si vede, ma che tiene unite le comunità: è quella fatta di volontari, associazioni, istituzioni, cittadini e giovani che ogni giorno si prendono cura del territorio. Da questa consapevolezza nasce GEN V – Il Volontariato che Cambia le Comunità, il progetto che da giugno a dicembre coinvolgerà il Salento in un percorso dedicato alla partecipazione, alla solidarietà e alla costruzione di nuove reti sociali.
La presentazione ufficiale si è svolta il 25 giugno nella Prefettura di Lecce, dove è stato firmato il Libro Bianco del Volontariato Salentino, un documento che rappresenta molto più di una dichiarazione d’intenti: è un patto di comunità che unisce istituzioni, Terzo Settore, università e mondo dell’informazione con l’obiettivo di rafforzare il bene comune e contrastare le fragilità sociali. Tra i promotori dell’iniziativa figurano il CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ETS, Tria Corda ODV, la Fondazione di Comunità del Salento ETS, l’Università del Salento, Il Nuovo Quotidiano di Puglia e G.PRO – Giovani Proattivi APS.
«GEN V non è semplicemente un progetto, è una visione» ha spiegato Luigi Conte, presidente del CSV Brindisi Lecce Volontariato nel Salento ETS, sottolineando come il volontariato possa diventare uno strumento concreto per immaginare e costruire il futuro del territorio.
Un concetto condiviso anche dal Prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno, che ha ricordato il ruolo fondamentale della partecipazione civica nel rafforzare i valori di legalità e democrazia: una comunità attiva e solidale rappresenta infatti uno dei più efficaci antidoti contro criminalità e marginalità.
Durante l’incontro è emersa con forza l’idea che il volontariato non debba essere considerato un’attività marginale, ma una componente essenziale della vita collettiva. Antonio Aguglia, presidente di Tria Corda ODV, ha evidenziato come l’obiettivo di GEN V sia quello di mettere in rete le tante esperienze di solidarietà già presenti sul territorio, valorizzandole e creando nuove connessioni.
Anche l’Università del Salento, attraverso l’intervento della professoressa Sarah Siciliano, ha ribadito che il Libro Bianco sarà uno strumento operativo, destinato a crescere nel tempo, capace di trasformare il volontariato in un processo permanente di cura, corresponsabilità e prossimità.
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. La Fondazione di Comunità del Salento ha presentato la Call dei Giovani, un’iniziativa pensata per sostenere idee, energie e progettualità giovanili. A raccontare cosa significa diventare protagonisti del cambiamento è stato Mirko Cazzato, giovane fondatore del movimento antibullismo MaBasta, nato nelle scuole salentine. Il suo messaggio è stato semplice e diretto: i ragazzi hanno bisogno di adulti che credano in loro e concedano loro fiducia e spazio per agire. È proprio dall’azione che possono nascere esperienze capaci di trasformare un’intera comunità. A chiudere l’incontro è stato il prorettore vicario dell’Università del Salento, Salvatore Rizzello, che ha ricordato come il valore del volontariato non possa essere misurato soltanto in termini economici. Il suo contributo più prezioso è quello di ricucire relazioni, costruire inclusione e rafforzare il tessuto sociale, spesso segnato da anni di individualismo e frammentazione.
Con la firma del Libro Bianco prende così il via un percorso che accompagnerà il Salento fino alla fine dell’anno. Un cammino fatto di incontri, partecipazione e progettualità condivise, con l’obiettivo di dare visibilità alla straordinaria rete di solidarietà che già opera sul territorio e coinvolgere sempre più cittadini, soprattutto giovani, nella costruzione di comunità più forti, inclusive e consapevoli.
















