Di Pierandrea Fanigliulo
Mara Bugni, attrice e artista di grande sensibilità legata al mondo del teatro, è stata l’ultima compagna del regista Giorgio Strehler. Dopo anni vissuti accanto al Maestro e al Piccolo Teatro di Milano, ha scelto di vivere anche nel Salento, dove continua a coltivare la sua passione per l’arte e la recitazione.
«Ho scelto di vivere tra terra, cielo e mare, lasciando il Nord per il Sud. Nulla accade per caso nella mia vita regolata dal karma: dopo una lunga vacanza a Galatina decisi che il Salento sarebbe stato uno dei luoghi che dovevo considerare casa. Una terra ricca di stimoli dal punto di vista artistico grazie anche alla professionalità che ho potuto riscontrare nelle persone che sanno ancora valorizzare arte e mestieri; mestieri nobili che vengono conservati: penso a chi lavora la cartapesta, o il giunco, sino alla ceramica. La stessa sartoria vive ancora dell’estro umano divenendo arte. La bellezza del Salento – continua Mara Bugni – mi ha rapita tanto dal punto di vista umano che paesaggistico. Per questo motivo ho voluto portare avanti un mio progetto che si chiama “Nord-Est, Sud-Est”. Ho scelto di vivere all’estremo Sud-Est e la città Natale di Giorgio Strehler è all’estremo Nord-Est, accomunati da due caratteristiche molto simile che io cerco ovunque: il mare e il vento. Di questo progetto fa parte, ad esempio, la riqualificazione del Cinema Villani di Presicce-Acquarica e la conseguente scuola di teatro dedicata, ovviamente, a Giorgio Strehler. Un progetto ancora in fase embrionale che si è dovuto scontrare con la lentezza della burocrazia ma che ha visto l’impegno di tante brave persone, compresa l’amministrazione comunale del comune salentino. Una vita lenta che però, a prescindere dall’aspetto burocratico, vale la pena essere vissuta. La mia vita è stata frenetica ma dal punto di vista interiore la lentezza dev’essere vissuta nel momento della memoria: rivivere ciò che non abbiamo vissuto, ciò di cui abbiamo profondamente bisogno e desiderio. Questa lentezza che può essere vissuta nel Salento, in particolare nel Capo di Leuca, e ha fatto sì che potessi rivivere mio padre e il suo amore per la terra, vivendo così la natura: toccare le olive, raccoglierle, respirare il profumo della terra. Momenti che mi hanno ricongiunto anche con mia madre e mia nonna e mi hanno permesso di tornare a scrivere.”.
“I luoghi del mio cuore non sono quelli della mia infanzia o della mia adolescenza – rivela la Bugni – ma altri che hanno segnato la mia vita. Tra questi non posso che pensare a Roma a cui sono legata profondamente, a Parigi, nella quale si esprimeva la mia anima francese e Venezia, vero e proprio baluardo dell’antichità avulsa dal Mondo. Poi c’è Milano che considero la mia città, la città che mi ha dato tutto e che non lascerò mai, la città nella quale tutto è possibile. Vi sono poi dei luoghi che rappresentano ricordi preziosi condivisi con Giorgio, penso a Saint-Tropez, Lugano, Trieste e, ovviamente, Anguilla nei Caraibi che rappresentava il nostro ritiro estivo, un luogo che ricorre in tante sue lettere. I luoghi dell’anima, quelli da cui ho detto ‘Da qui non me ne posso più andare’ sono due: prima di tutto Pantelleria e poi il Salento, un luogo che certamente avrebbe amato anche Giorgio. Il Salento lo vivo nel rapporto umano che riesco a creare e che in un paese come Galatina, o nel Capo di Leuca, ritrovo con piacere. Luoghi che donano, grazie anche e soprattutto al legame con la terra, peccati di gola ai quali diventa difficile rinunciare. Ma se, ad alcuni di essi riesco a resistere, al vino salentino cedo volentieri: un bicchiere la sera non può mancare.”.
“Giorgio Strehler è stato sicuramente uno dei più grandi registi di teatro del Novecento, non solo a livello europeo ma mondiale. La sua visione è stata grande e, accompagnata dalla visione di Paolo Grassi che con lui ha fondato il Piccolo Teatro nel 1947, ha portato avanti una visione di vita, di legalità, di libertà che era impensabile allora. Giorgio è stato impegnato politicamente essendo legato dapprima al Partito Socialista e poi a Rifondazione Comunista; era una persona che credeva in alcuni valori di libertà e di democrazia. Il suo contributo artistico è stato immenso e lo sarà per sempre. Il suo lascito è quello di un teatro umano, legato alla gente, alla cultura del popolo, alla lotta e, certamente, all’illusione di tutti noi: un’illusione degli uomini e della vita. Quello che mi rammarica è che molti giovani al giorno d’oggi non sappiano chi sia. Questo mi spinge a impegnarmi verso il mio ultimo compito terreno: dare un altro volto, un altro ricordo di Strehler. Lo voglio fare riportandolo in un teatro nuovo, all’interno di un territorio come il Salento che ha tutte le capacità per accoglierlo come territorio. Lo voglio fare a Presicce-Acquarica con il Teatro Villani, fondato nello stesso anno del Piccolo Teatro.”
“Quello che mi auguro e che le nuove generazioni comprendano sempre di più che questo è un secolo di de-urbanizzazione, che dobbiamo riprendere i mestieri lasciati dalla mia generazione; dobbiamo riprendere ad avere rispetto verso la natura, verso gli animali, verso gli anziani, verso i bambini, verso i più deboli. Prendere coscienza che si può fare tanto anche senza andare lontano. Un messaggio mio che prendo in eredità da Giorgio e che voglio continuare a portare avanti: un teatro umano ma anche una vita più umana.”.














