Uno spazio sicuro, aperto a chi vive discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere. È nato a Lecce il Centro Antidiscriminazione “L’Amara”, il primo della provincia, attivo presso lo Spazio Sociale Zei in Corte dei Chiaramonte 2.
Il nuovo CAD – sostenuto dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e promosso da una rete di associazioni locali e nazionali – si propone come sportello di accoglienza e primo ascolto, offrendo supporto psicologico, legale, sanitario, sociale e lavorativo alle persone LGBTQIA+.
“L’Amara” è aperto dal lunedì al venerdì (9-13 e 15-19) e resta attivo anche fuori sede tramite telefono, WhatsApp e Telegram al numero 379/1625246. Ad accogliere chi si rivolge al centro è un segretariato sociale formato per indirizzare i casi alle figure professionali necessarie: psicologhe, psicoterapeute, avvocate, educatrici, assistenti sociali e mediatrici.
Il centro non è un presidio di emergenza, ma un luogo di ascolto e accompagnamento che mette a disposizione servizi gratuiti grazie alle professionalità e alle esperienze delle associazioni aderenti all’ATS: Spazio Sociale Zei (capofila), DiVagare, 73100 GAYA, Transparent, LeA, Arci Cassandra, Arcigay Salento.
Oltre ai servizi diretti, “L’Amara” organizzerà attività di prevenzione e sensibilizzazione rivolte all’intera comunità e di formazione per operatori che lavorano a contatto con persone LGBTQIA+. Sono già in programma incontri tra pari con psicologhe ed educatrici su temi come emozioni, fiducia, socialità e relazioni; attività di prevenzione sanitaria legate alla salute sessuale e riproduttiva; momenti di ascolto anche all’interno della Casa circondariale di Lecce, in collaborazione con l’associazione Antigone. Il centro prende il nome da “La Mara”, la prima donna transessuale leccese, figura controversa ma ricordata in città sia per la ricchezza accumulata che per le discriminazioni subite. Una scelta simbolica per ricordare la necessità di trasformare l’emarginazione in consapevolezza e diritti. Il coordinamento del CAD sottolinea il valore del progetto: «Era evidente l’assenza di un luogo che desse attuazione concreta alle strategie contro le discriminazioni. “L’Amara” nasce grazie al sostegno dell’UNAR ma soprattutto grazie a una comunità che da beneficiaria passiva diventa protagonista attiva».
Ieri, al Convitto Palmieri, nel corso della presentazione ufficiale, Maria Pia Scarciglia, presidente di Antigone, ha evidenziato l’importanza del centro anche per le persone LGBTQ+ in carcere: «Le carceri – ha spiegato – restano ambienti maschili e poco attenti alle questioni di genere. Questo progetto diventa prezioso per dare voce a chi vive isolamento e stigma».
Mauro Marino, del Polo Biblio-museale di Lecce, ha parlato di una visione condivisa: «Accogliere il centro significa alimentare comunità fondate sull’ascolto e sulla partecipazione. Le persone sono il vero patrimonio culturale».
Il CAD di Lecce si inserisce nel quadro dei centri antidiscriminazione attivati a livello nazionale dopo la mancata approvazione del Ddl Zan. In Puglia, il riconoscimento si fonda sulla Legge regionale contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo approvata il 9 luglio 2024 e promossa dal consigliere Donato Metallo.

















