Nel mondo del turismo, non è solo l’offerta a cambiare, cambia soprattutto lo sguardo di chi viaggia. Oggi, il turista non si accontenta più di “vedere” un luogo, ma vuole viverlo, comprenderlo, toccarne l’anima. In questo contesto nasce e si sviluppa una nuova forma di turismo, quello esperienziale, che mette al centro la relazione con il territorio e le sue persone.
Non si tratta di tendenze passeggere, ma di un cambiamento strutturale, il bisogno di autenticità, lentezza e partecipazione sta ridefinendo il modo in cui si viaggia, dando spazio a esperienze più significative, capaci di lasciare tracce reali.
È da questa nuova consapevolezza che nasce il turismo esperienziale, una modalità di viaggio che mette al centro l’esperienza personale e il coinvolgimento diretto con il territorio, la sua comunità e le sue tradizioni. Una risposta al bisogno crescente di autenticità, lentezza e sostenibilità, in contrapposizione alla frenesia del turismo mordi e fuggi.
Il turismo esperienziale non è una semplice visita: è una narrazione costruita passo dopo passo, dove il viaggiatore diventa protagonista attivo di un racconto da vivere in prima persona. È quello che viene definito “storyliving”, evoluzione dello storytelling, che consente al turista di immergersi nei luoghi, nei sapori e nelle emozioni di un territorio, uscendo dai percorsi tradizionali per calarsi nei panni di un Local.
Tutto parte dalla scelta della meta: un luogo poco turistico, autentico, dove soggiornare in una dimora storica, pranzare in un uliveto o in un’azienda agricola, e partecipare a esperienze vere, pensate per creare un legame emotivo tra ospite e comunità.
In questo scenario si inserisce la figura dell’OTE – Operatore del Turismo Esperienziale: un professionista in grado di ideare, organizzare e condurre esperienze strutturate, emozionanti e affidabili. Un vero e proprio regista dell’esperienza, capace di creare attività basate sulle proprie passioni, sul patrimonio culturale e naturalistico del territorio, utilizzando competenze che spaziano dallo storytelling al marketing, dalla gestione dell’accoglienza fino alla promozione digitale.
A formare questi nuovi professionisti ci ha pensato il corso ITS “Apulia Project Experience”, pensato per rispondere alle nuove esigenze del mercato turistico. Un percorso formativo completo e aggiornato, che alterna teoria e pratica, culminando con la realizzazione di un progetto di turismo esperienziale accompagnato da un video promozionale, valutato come prova finale.
Tra i partecipanti al corso, si è distinta in particolare Cristiana Vivenzio, che ha trasformato la sua passione per la cultura enogastronomica pugliese in un’esperienza immersiva e coinvolgente:
“Bari e i prodotti Slow Food pugliesi”.
Ambientata tra i vicoli del centro storico di Bari, la proposta mira a valorizzare i prodotti della biodiversità locale oggi a rischio di estinzione, salvaguardati dai presìdi Slow Food.
I visitatori, forniti di una mappa e guidati dal cuoco Vincenzo Florio rappresentante dell’Alleanza dei cuochi Slow Food (ma anche pizzaiolo, autore, imprenditore, ambasciatore del gusto, docente e consulente della International Pizza Academy. https://www.floriovincenzo.it) hanno percorso i vicoli del borgo antico alla scoperta di botteghe storiche come “U Passatimb” e “Nino – il Salumiere”, dove hanno avuto l’opportunità di acquistare e conoscere i prodotti tipici. Ad arricchire l’esperienza, l’incontro con un pescatore sulla battigia che ha raccontato aneddoti e strumenti del mestiere, rendendo ancora più autentico il contatto con la cultura locale.
Non è mancato l’aspetto pratico: con Francesca e Valeria della scuola di cucina barese “Cime di Web”, i partecipanti imparano a usare gli ingredienti scoperti, preparando un classico della tradizione: la focaccia barese.
A concludere l’esperienza, il brindisi finale con il presidente della Condotta Slow Food di Molfetta/Bisceglie Pierluigi Ruggieri, che valuta i contenuti digitali prodotti dai partecipanti e premia ciascuno con un attestato simbolico di “Consumatore Consapevole”.
La proposta di Cristiana si distingue per coerenza con i principi del turismo esperienziale: partecipazione attiva, sostenibilità, narrazione emozionale e valorizzazione del territorio. Il progetto è un esempio concreto di come un’esperienza turistica possa diventare racconto e memoria viva.
Anche Laura Verdesca ha partecipato al corso presentando un progetto originale, ricevendo l’apprezzamento della commissione d’esame per qualità progettuale e capacità comunicativa. Entrambe hanno superato brillantemente l’esame finale, rappresentando un modello di eccellenza formativa.
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), il turismo esperienziale è una forma di viaggio che coinvolge attivamente il visitatore in attività legate alla cultura, all’artigianato, all’enogastronomia e alla natura del luogo.
Il successo del corso ITS e dei progetti presentati conferma la necessità di formare nuove figure professionali, capaci di rispondere a una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze personalizzate, relazionali e di valore.
La Puglia, con le sue eccellenze e la sua identità forte, si dimostra ancora una volta una regione all’avanguardia nel proporre modelli di turismo sostenibile, autentico e profondamente umano.
Si ringrazia Cocco e la sua agenzia di Bari FKSTUDIO per aver creduto nel progetto e aver seguito tutto passo dopo passo, con le sue immagini e video.


















