Il Festival del Cinema Europeo, a Lecce, accende i riflettori sul sentimento

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Dal 15 al 22 novembre, il Multisala Massimo di Lecce ospiterà la XXVI edizione del Festival del Cinema Europeo, che quest’anno indaga il fragile equilibrio dei sentimenti e delle relazioni nell’Europa contemporanea.
Il concorso Ulivo d’Oro – Premio Cristina Soldano riunisce dieci opere provenienti da tutto il continente, selezionate da Alberto e Luigi La Monica, offrendo uno sguardo corale sulle crepe dell’amore, della famiglia e dell’identità personale.

Dalla Francia all’Austria, dalla Germania all’Inghilterra, fino all’Islanda, passando per Spagna, Portogallo, Belgio e Balcani, il festival costruisce un mosaico di racconti in cui l’intimità diventa terreno di conflitto, ma anche spazio di rinascita.
Molti film in concorso si confrontano con la famiglia contemporanea e i suoi silenzi:
in Out of Love di Nathan Ambrosioni, la scomparsa di una madre costringe una sorella a misurarsi con la perdita e la responsabilità; in The Love that Remains di Hlynur Pálmason, la separazione diventa un atto d’amore doloroso, raccontato attraverso lo sguardo dell’infanzia. Il film arriverà nelle sale italiane nel 2026 con Movie Inspired.

Anche The Luminous Life di João Rosas esplora il legame genitori-figli come specchio di un’inquietudine generazionale, mentre The Pupil di Karin Junger affronta con sobrietà il tema della manipolazione e dell’abuso.
Con When a River Becomes the Sea, Pere Vilà Barceló mette in scena la violenza di genere e il difficile cammino verso una solidarietà femminile intergenerazionale.
In What Marielle Knows di Frédéric Hambalek – in arrivo nelle sale italiane con Lucky Red dal 27 novembre – il dono soprannaturale della protagonista diventa metafora di un’intimità violata e della perdita di confini all’interno della famiglia.

Il tema della solitudine attraversa anche altri titoli: Yugo Florida di Vladimir Tagić e White Snails di Elsa Kremser e Levin Peter raccontano vite ai margini — un tecnico televisivo serbo e una modella bielorussa — in bilico tra isolamento e desiderio di contatto umano.
The Son and The Sea di Stroma Cairms accompagna due amici in fuga verso la costa scozzese, dove la natura si fa specchio di introspezione e sospensione. Chiude la selezione Vitrival di Noëlle Bastin e Baptiste Bogaert, ritratto di una comunità apparentemente tranquilla che nasconde un’inquietudine collettiva pronta a esplodere.

Il concorso di quest’anno disegna così un’Europa che riflette su sé stessa: genitori smarriti, figli in cerca di direzioni, relazioni che si sfaldano ma restano pulsanti di vita.

A valutare le opere sarà la Giuria del Concorso Lungometraggi “Ulivo d’Oro”, presieduta dalla produttrice danese Lene Borglum e composta da Marco Giusti, Dubravka Lakic, Paolo Strippoli e Olena Yershova.
Saranno assegnati l’Ulivo d’Oro – Premio Cristina Soldano al Miglior Film, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la Migliore Fotografia e quello per la Migliore Sceneggiatura.

Accanto a questi, non mancheranno i riconoscimenti delle associazioni di categoria: il Premio Fipresci (Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica), il Premio Cineuropa, consegnato da Pilar Campos Guiu, il Premio SNGCI al Miglior Attore Europeo, il Premio SNCCI della Critica e infine il Premio del Pubblico, decretato dagli spettatori del festival.