A San Vito dei Normanni la cultura in formato videogioco: una strada che funziona

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Un videogioco ambientato nella San Vito dei Normanni medievale, progettato per essere accessibile, educativo e immersivo. Non è una visione da developer indie o da studio sperimentale, ma il cuore pulsante di un progetto ambizioso promosso direttamente da un Comune italiano.

San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, è infatti uno dei dieci comuni selezionati a livello nazionale nell’ambito del bando “Lettura per Tutti 2024”, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura. E non solo: il progetto ha ottenuto il secondo miglior punteggio nazionale, a conferma di una proposta che mette insieme gioco, inclusione, innovazione digitale e memoria storica.

Il titolo del progetto dice già molto: “Le origini di San Vito dei Normanni: la storia prende vita tra fumetto e gioco multisensoriale”. L’obiettivo? Coinvolgere bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni in un’esperienza narrativa e interattiva che li guidi alla scoperta della propria storia locale. Il tutto attraverso un videogioco ancora in fase di sviluppo, pensato per essere fruito sia su schermo che nel mondo reale.

Si tratta infatti di un progetto multicanale e ibrido, che prevede contenuti digitali attivabili nel centro storico della città tramite QR code, narrazioni audio e video, mini-giochi e tre livelli cognitivi di fruizione (infanzia, primaria e secondaria). Una vera e propria “aula a cielo aperto” dove il passato non si legge soltanto, ma si vive.

L’aspetto forse più interessante per chi si occupa di game design educativo è la co-progettazione alla base del gioco. Il team di lavoro riunisce sviluppatori, storici, educatori, esperti di accessibilità e comunicazione, con l’obiettivo di creare un prodotto rigoroso dal punto di vista storico e coinvolgente dal punto di vista ludico. La narrazione sarà fondata su fonti documentate, con ambientazioni realistiche della San Vito medievale, e contenuti adattati a diversi stili di apprendimento.

Tra le innovazioni in fase di sviluppo c’è anche una versione del gioco su pavimento interattivo, ispirata ai giochi di ruolo in scala reale: uno spazio fisico dove i giocatori, muovendosi realmente, potranno attivare contenuti e interazioni tramite tecnologie di motion tracking. Un’idea che fonde il gioco digitale con la dimensione corporea, in un’ottica di apprendimento esperienziale.

A rendere questo progetto ancora più interessante per il mondo dell’edutainment è il suo impianto fortemente inclusivo: il videogioco sarà progettato per abbattere barriere sensoriali, cognitive e linguistiche, grazie a interfacce intuitive, narrazioni multilingua, supporti audio-video e una progettazione basata sull’universal design.

Non si tratta solo di linee guida, ma di un’intera filosofia produttiva: dalla co-progettazione con esperti in disabilità (la cooperativa POLIS seguirà i test con utenti con disabilità), ai laboratori per l’infanzia e per le famiglie, fino alla validazione didattica condotta dall’Istituto Morvillo Falcone, che metterà in campo classi e insegnanti per testare i contenuti prima del rilascio.

Il progetto è coordinato dal Comune di San Vito dei Normanni all’interno del proprio Patto Locale per la Lettura, ma vanta una squadra di lavoro altamente specializzata:Alessandro Perchinenna, esperto in accessibilità culturale e digitale, seguirà lo sviluppo narrativo e multisensoriale; Mario Protopapa coordinerà lo sviluppo tecnico del videogioco, dalla mappatura 3D agli script interattivi; Gianburrasca S.R.L. si occuperà dei laboratori educativi e della sensibilizzazione nelle famiglie.

Il gioco sarà distribuito gratuitamente nelle scuole, biblioteche e centri culturali, e rappresenta un modello replicabile per altri territori. Non solo per raccontare la storia, ma per valorizzare il patrimonio culturale attraverso il linguaggio familiare e coinvolgente del videogioco.

Non è il primo esempio di serious game applicato alla didattica, ma questo progetto si distingue per ambizione e coerenza tra visione pedagogica e design ludico. È una risposta concreta a chi vede ancora il gioco come un’attività secondaria, separata dall’apprendimento.

San Vito dei Normanni mostra che si può fare cultura partendo dal game design, mettendo al centro le persone, la storia e l’inclusione, e trasformando l’interazione in conoscenza attiva.

E se è vero che i videogiochi possono cambiare la realtà, allora questo è un ottimo esempio di come farlo bene.