I trulli siamesi di Alberobello: tra leggenda e architettura

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Di Pierandrea Fanigliulo

Ad Alberobello, cuore pulsante della Valle d’Itria e patrimonio mondiale dell’UNESCO, ogni pietra racconta una storia. Ma tra le centinaia di trulli che punteggiano la cittadina, ce n’è uno che più di tutti custodisce un mistero e una leggenda antica: i Trulli Siamesi, una costruzione unica che sembra nata dall’amore e dal dolore insieme.

Situati sulla sommità di via Monte Nero, i Trulli Siamesi si distinguono per una caratteristica architettonica straordinaria: due coni che si uniscono in un’unica struttura, costruita su una roccia affiorante, con due ingressi separati che si affacciano su strade differenti. Un doppio trullo in perfetta simbiosi, come due anime legate per sempre – eppure divise.

La leggenda narra di due fratelli che un tempo vivevano sotto lo stesso tetto. Il maggiore era promesso sposo a una giovane donna, ma il destino volle che la ragazza si innamorasse del fratello minore, divenendone l’amante. La passione proibita, scoperta ben presto, spezzò l’armonia familiare: l’ira e la gelosia spinsero il maggiore a cacciare la coppia dalla casa comune. Tuttavia, il fratello minore rivendicò il proprio diritto sulla metà dell’abitazione. Così, per sanare la contesa, il trullo fu diviso in due parti gemelle: due ingressi, due ambienti, due vite parallele separate da un muro che ancora oggi racconta una storia d’amore e rivalità.

Oggi i Trulli Siamesi sono una delle tappe più suggestive per chi visita Alberobello. Rappresentano non solo un capolavoro di ingegno architettonico contadino, ma anche un simbolo della complessità umana: due spazi inseparabili eppure distinti, come due cuori che, pur divisi dal destino, continuano a battere vicini sotto la stessa pietra bianca.