Cultura, mare, crociere ed eventi. Gallipoli vince la sfida della destagionalizzazione e guarda al futuro

0

Gallipoli continua a confermarsi tra le destinazioni turistiche più amate d’Italia, con numeri in crescita e un’offerta sempre più diversificata. Non più solo meta balneare e giovanile, la città bella si presenta oggi come una destinazione completa, capace di accogliere famiglie, coppie, viaggiatori culturali e turisti internazionali. Tra la destagionalizzazione, il successo del turismo crocieristico e un calendario ricco di eventi, Gallipoli rafforza la sua identità e consolida il suo ruolo di riferimento nel panorama turistico nazionale e mediterraneo.

In questa intervista, il sindaco della “città bella”, Stefano Minerva ci racconta risultati, sfide e obiettivi di una città sempre più proiettata sulla scena nazionale e internazionale.

Anche quest’anno Gallipoli si è confermata meta turistica tra le più gettonate in Italia. Nel tempo, che tipo di evoluzione c’è stata dal punto di vista delle presenze? Non parliamo solo di numeri ma del turista che accorda, e spesso conferma, la propria preferenza. Secondo lei è possibile delineare un identikit del turista che ama e sceglie Gallipoli?

Gallipoli anche quest’anno si è confermata tra le mete più scelte in Italia, e questo è il risultato di un lavoro di lungo periodo. Negli ultimi dieci anni la città ha conosciuto una crescita costante delle presenze turistiche: i numeri della tassa di soggiorno lo dimostrano chiaramente, perché lo scorso anno gli introiti hanno superato quelli degli anni precedenti, segnando un trend positivo e consolidato. Questo significa non solo che i flussi sono in crescita, ma che il percorso avviato in sinergia con le Forze dell’Ordine e con tutte le realtà del territorio ha dato vita a uno scenario profondamente diverso rispetto al passato, più ordinato, più sicuro e più qualificato.

Ma oltre ai numeri, è cambiata soprattutto la qualità del turismo. Gallipoli non è più percepita come meta esclusivamente giovanile, scelta per il mare e la vita notturna, ma come una città capace di accogliere e soddisfare target diversi: famiglie, coppie, gruppi di amici, viaggiatori culturali ed enogastronomici. A questi si aggiunge un flusso sempre più rilevante di turisti stranieri, che apprezzano in modo particolare il fascino del nostro centro storico, scrigno di architettura, tradizioni e scorci unici, oltre ovviamente alle bellezze naturali che circondano la città.

Tutto il lavoro fatto anche sul piano culturale ha contribuito a diversificare l’offerta turistica. Programmi, rassegne, festival e iniziative hanno arricchito la proposta cittadina, permettendo al visitatore di trovare alternative concrete e di vivere Gallipoli non soltanto nei mesi estivi. Questa destagionalizzazione è il frutto di un impegno corale: da un lato l’amministrazione, che ha puntato sulla valorizzazione culturale e sul rafforzamento dell’identità locale, dall’altro imprenditori illuminati che hanno continuato a investire, a programmare eventi e a credere nella città.

Oggi Gallipoli è una destinazione a 360 gradi: mare e natura, certo, ma anche storia, cultura, gastronomia, accoglienza. Una città capace di offrire esperienze autentiche in ogni stagione dell’anno e di consolidarsi sempre di più come punto di riferimento del turismo nazionale e internazionale

Una delle scommesse vinte come ha detto lei in altre occasioni, è stata la presenza delle navi da crociera nel porto della città. Il servizio inaugurato a maggio proseguirà fino a novembre. È possibile fare un bilancio, seppure parziale, dei primi tre mesi?

La scelta di puntare sul turismo crocieristico è stata davvero una delle intuizioni più felici degli ultimi anni. Inaugurata a maggio, la stagione proseguirà fino a novembre e, seppur in fase ancora parziale, possiamo già tracciare un bilancio assolutamente positivo.

Nel calendario 2025 sono previsti oltre 20 approdi di navi da crociera, appartenenti a compagnie di altissimo livello. Parliamo di realtà leader del settore che hanno scelto Gallipoli come scalo nel Mediterraneo, portando da noi un turismo qualificato, internazionale, attento alla qualità e desideroso di scoprire le eccellenze locali.

I benefici sono tangibili: i crocieristi che sbarcano in città non si limitano a una passeggiata, ma vivono Gallipoli in maniera piena. Visitano il centro storico, partecipano a tour guidati, entrano nei musei, pranzano nei ristoranti, acquistano nei negozi e nelle botteghe. Questo significa che l’indotto economico non resta circoscritto al porto, ma si distribuisce in maniera capillare su tutta la comunità cittadina, generando ricadute concrete per l’intero sistema economico locale. C’è anche un ritorno d’immagine di cui essere orgogliosi. Gallipoli si presenta al mondo non soltanto come città del mare, ma come destinazione capace di competere nel circuito delle grandi mete crocieristiche del Mediterraneo. È significativo, inoltre, che più di una volta siano attraccate due navi nello stesso giorno: un segnale importante della nostra capacità organizzativa e della fiducia che le compagnie ripongono nella nostra città. In definitiva, questi primi mesi ci consegnano la fotografia di una scommessa vinta: abbiamo intercettato un segmento turistico che eleva ulteriormente il profilo della città e ci proietta in una dimensione internazionale. Ora la sfida è consolidare e crescere, puntando sempre sulla qualità dell’accoglienza, sulla sostenibilità e sulla capacità di raccontare Gallipoli non solo come meta balneare, ma come luogo di cultura, tradizioni ed esperienze autentiche

Tornando allidentikit del turista contemporaneo, ormai è sempre più diffusa, da parte di chi viaggia la ricerca di autenticità e sperimentazione, la voglia di misurarsi, e sentirsi parte, del contesto che li ospita. Quali sono, a suo avviso, i punti di forza di Gallipoli in questo senso?

Il turista contemporaneo non cerca più soltanto una destinazione, ma un’esperienza. Vuole sentirsi parte della comunità che lo accoglie e tornare a casa con emozioni, legami e ricordi autentici. In questo senso Gallipoli possiede caratteristiche uniche. Il nostro centro storico è un vero e proprio museo a cielo aperto: i vicoli, le chiese barocche, i palazzi nobiliari raccontano secoli di storia e tradizioni. Ma accanto al patrimonio architettonico e paesaggistico c’è una dimensione culturale viva che negli ultimi anni abbiamo voluto potenziare. Penso, ad esempio, al festival Gallipoli in Poesia, che ha appena festeggiato l’ottava edizione e che rappresenta un momento di riflessione e di condivisione dedicato alla parola poetica, capace di attrarre autori e pubblico da tutta Italia. Penso a rassegne come Oju Lampante, che valorizzano la poesia e i poeti locali, rafforzando il legame con la nostra identità. Accanto a queste iniziative ci sono le attività che arricchiscono la programmazione culturale annuale: spettacoli, concerti, mostre, conferenze, eventi che rendono Gallipoli una città sempre viva. A ciò si aggiungono le grandi feste religiose e popolari, come la festa di Santa Cristina, che non sono soltanto tradizioni radicate, ma occasioni di incontro in cui il visitatore si sente parte della comunità. C’è poi l’esperienza enogastronomica: dalla scapece ai piatti tipici del mare e della campagna salentina, fino alle proposte più contemporanee, Gallipoli offre un percorso del gusto che unisce passato e presente. Senza dimenticare, ovviamente, il mare, la risorsa più amata, che abbiamo imparato a valorizzare con attenzione, cercando un equilibrio tra fruizione e tutela. Il risultato di questo lavoro è una città capace di far convivere diversi turismi: quello balneare, quello culturale, quello religioso, quello esperienziale ed enogastronomico. Così oggi Gallipoli è in grado di accogliere famiglie, giovani, coppie e turisti stranieri in ogni stagione dell’anno. E soprattutto si conferma come una città inclusiva, competitiva e fedele a se stessa: una comunità che sa mantenere la propria autenticità pur aprendosi al mondo.