La storia di San Sebastiano si snoda attraverso i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri, al 20 gennaio, data in cui in tutta Italia si celebra il suo nome.
Nato nel III secolo a Narbona, il giovane Sebastiano dimostrò sin da subito una profonda fede e non rinnegò agli insegnamenti della parola di Dio anche quando si arruolò nell’esercito romano sotto l’imperatore Diocleziano diventando alto ufficiale dell’esercito imperiale e poi tribuno della prima corte pretoria per la difesa dell’imperatore. Il suo incarico gli diede l’opportunità di essere vicino ai suoi fratelli di fede e diffondere la parola di Dio. Ma quando fu tradito e consegnassero alle autorità, Diocleziano lo condannò ad una morte atroce.
La narrazione del suo martirio è passata alla storia attraverso quadri che lo ritraggono, giovane e sofferente, legato ad un palo e trafitto da frecce che tuttavia non lo uccisero.
Fu Sant’Irene che, recatasi sul posto in cui i soldati lo avevano abbandonato credendolo morto, si accorse che era ancora vito, così lo portò nella sua dimora e curò tutte le sue ferite, fino a guidarlo fino ad una inaspettata guarigione.
Il giovane Sabastiano decise di non fuggire e affrontò Diocleziano opponendosi con fermezza ai massacri in atto ai danni dei Cristiani, ma in tutta risposta, fu nuovamente catturato e flagellato a morte nell’Ippodromo del Palatino. Il suo corpo fu infine gettato nella Cloaca Maxima, ma si impigliò nei pressi della chiesa di San Giorgio al Velabro, dove fu raccolto dalla matrona Lucina che lo seppellì nelle Catacombe della via Appia.
Il suo coraggio e dedizione al dovere fecero di San Sebastiano un esempio di resistenza alle avversità in cui il corpo della Polizia Municipale si identifica da sempre e a lui si affida chiedendo forza, protezione e saggezza per affrontare e gestire le situazioni sempre più difficili in versano i cittadini.
Il messaggio di San Sebastiano in realtà è di insegnamento per chiunque, risuona attraverso i secoli e guida coloro che cercano coraggio per portare a termine le missione che la vita gli affida.
A Lecce, domani 20 gennaio, alle ore 11,00, presso la Cattedrale, si svolgerà la cerimonia religiosa per la ricorrenza di San Sebastiano, Patrono della Polizia Locale.
Alla cerimonia, organizzata dal Corpo della Polizia Locale di Lecce in collaborazione con As.Com. – Associazione Comandanti e Ufficiali della Polizia Locale della Provincia di Lecce, interverranno il Sindaco di Lecce Carlo Salvemini, l’Assessore alla Polizia Locale di Lecce Sergio Signore, il Prefetto Luca Rotondi e le maggiori autorità civili e militari, nonché molti Comandanti e sindaci dei Comuni della Provincia di LecceAlla fine della celebrazione della Santa Messa, officiata da S.E. Mons. Michele Seccia, il cerimoniale prevede la consegna dei riconoscimenti agli operatori di Polizia Locale dei Comandi di Nardò, Galatone e Collepasso, che si sono distinti in operazioni di servizio particolarmente meritevoli di nota nell’annualità 2023, un encomio ai volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile della Città di Lecce che hanno partecipato alla missione organizzata dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile per prestare soccorso alle popolazioni della Toscana colpite dall’alluvione dello scorso 2 novembre e due targhe commemorative ai familiari del Comandante della Polizia Locale di San Donato Annino Colazzo e dell’Ispettore Nazario Marrocco del Comando della Polizia Locale di Galatina, venuti a mancare nel pieno della carriera lavorativa. La cerimonia si concluderà con la deposizione di una corona di alloro, in memoria dei caduti in servizio della Polizia Locale, ai piedi della targa commemorativa affissa su Palazzo Carafa in Piazza Sant’Oronzo nel 2000.















