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Dalle fiamme alla rinascita: riapre al pubblico Villa Faragola, il sito archeologico di epoca romana in provincia di Foggia

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Dopo nove anni dal rogo che ne aveva gravemente compromesso la conservazione, Villa Faragola torna ad accogliere il pubblico. Il sito archeologico di Ascoli Satriano, nel Foggiano, custodisce un importante insediamento di età romana e tardo-antica e riapre ora dopo un lungo intervento di restauro e recupero. L’incendio del 2017 aveva provocato danni ingenti, compromettendo non solo le strutture realizzate per la musealizzazione dell’area, ma anche mosaici, marmi e reperti archeologici. Un patrimonio che il nuovo intervento ha cercato di recuperare, restituendo al sito una nuova possibilità di fruizione.

«È stato fatto un enorme lavoro per ripristinare il sito», ha spiegato Giuliano Volpe, docente di Archeologia dell’Università di Bari, sottolineando la complessità dell’intervento. Tra gli elementi che hanno richiesto maggiore attenzione ci sono i mosaici, restaurati senza cancellare completamente i segni lasciati dalle fiamme. Le tracce dell’incendio sono state infatti conservate come testimonianza della storia recente del sito e del devastante rogo che lo ha colpito.

Sono stati inoltre recuperati i marmi della cenatio, l’ambiente destinato ai banchetti, mentre una nuova copertura metallica è stata realizzata prendendo ispirazione da quella originaria.

Il recupero non si è limitato alla protezione delle strutture archeologiche. Uno degli obiettivi dell’intervento è stato infatti quello di favorire una maggiore integrazione tra il sito e il paesaggio circostante. La nuova copertura e le soluzioni adottate sono state pensate quindi non soltanto in funzione della conservazione, ma anche del rapporto tra l’area archeologica e il contesto nel quale è inserita.

La soprintendente ad interim di Foggia e BAT e direttrice dei Musei nazionali della Puglia, Anita Guarnieri, ha evidenziato proprio il valore della collaborazione tra istituzioni e diverse professionalità coinvolte nel progetto. Il restauro, ha sottolineato, rappresenta il vero banco di prova di un intervento capace di dialogare con il territorio e con il paesaggio. La riapertura al pubblico segna così una nuova fase per uno dei siti archeologici di maggiore interesse della provincia di Foggia e inserito anche tra i Luoghi del Cuore del FAI, il censimento dedicato ai luoghi italiani da non dimenticare.

Dopo il terribile rogo che aveva fatto temere per il futuro dell’area, il complesso torna a vivere grazie a un intervento che ha unito conservazione, restauro e valorizzazione del paesaggio.

Foto: FAM1885 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0