ArtWork Lecce approda a Catania con un percorso culturale dedicato ai luoghi di culto del barocco e di Sant’Agata. La novità, presentata nei giorno scorsi durante il TTG di Rimini, sottolinea ancora un volta il grande lavoro svolto dalla cooperativa sociale salentina in nome della cultura, della valorizzazione del patrimonio storico e della condivisione.
Il 2025 si sta rivelando un anno di grande soddisfazione per ArtWork, con nuovi progetti che consolidano il suo ruolo nella costruzione di esperienze di visita di qualità anche al di fuori della Puglia. Grazie all’accordo con l’Arcidiocesi di Catania nasce “ArtEcclesiae Catania”, nuovo parco culturale che avrà come hub organizzativo, dal prossimo dicembre, il Museo diocesano della città etnea, per proporre un itinerario che comprende la Cattedrale, la Collegiata, il cosiddetto “Trittico Agatino” (Sant’Agata al Carcere, Sant’Agata la Vetere e San Biagio in Sant’Agata alla Fornace), includendo anche le Terme Achilliane.
La proposta turistica assume particolare importanza in vista del Giubileo Agatino del 2026, che ricorda il ritorno a Catania, 900 anni fa, delle spoglie di Sant’Agata, l’amata patrona di Catania. Un “viaggio” alla scoperta di monumenti e siti archeologici ricchi di memoria ed arte che accompagna il visitatore a riscoprire lo splendore di questi luoghi di culto e della storia della città ricostruita dopo il distruttivo terremoto del 1693.
Il progetto prevede l’estensione dell’orario di apertura dei suddetti monumenti, nuove regole in materia di ticket d’ingresso e prenotazioni con aree riservate agli operatori professionali del turismo, per offrire una vasta gamma di percorsi e visite guidate. Sarà inoltre allestito anche un moderno bookshop all’ingresso del Museo diocesano, abbinato a un comodo info-point.
“Possiamo dire che questo salto di qualità permetterà a Catania di entrare a pieno titolo nel circuito delle città d’arte – spiega l’Arcivescovo Luigi Renna –. Si tratta di potenziare un servizio che comporta naturalmente dei costi, ma che offre in cambio una maggiore conoscenza e valorizzazione della città. Da questo punto di vista basta guardarsi attorno, in Italia e in Europa, per trovare esperienze simili: a Venezia, Verona, Palermo, Bari”.
Per questo motivo la società catanese “Arca”, che fin dall’inizio si è occupata della gestione del Museo diocesano, avrà come nuovo amministratore il presidente di ArtWork Paolo Babbo, e rafforzerà il suo staff organizzativo avvalendosi dell’esperienza già maturata con successo a Lecce, a Bari e Bitonto e in altri siti italiani.
“Nell’affrontare con grande entusiasmo questo nuovo impegno, desidero ringraziare Sua Eccellenza monsignor Luigi Renna per la costante attenzione con cui ha accompagnato la genesi di questo percorso volto alla valorizzazione del patrimonio culturale dell’Arcidiocesi di Catania – il commento del presidente di ArtWork Paolo Babbo -. La fiducia accordataci è lo sprone a cercare di migliorare ancora le esperienze di gestione di beni ecclesiastici e i riscontri molto positivi che già abbiamo avuto, con ArtWork, in altre diocesi. ARCA avvia questa nuova fase, in attesa del Giubileo Agatino del 2026, per consolidare la collaborazione con l’Arcidiocesi di Catania, ponendosi al servizio della comunità e dei visitatori nel rendere sempre più accessibili e accoglienti i luoghi della fede, dell’arte e della cultura, e contribuendo alla crescita dei flussi turistici, nel rispetto dell’identità e del valore religioso di ciascun sito. L’esperienza maturata in Puglia ci rende infatti sempre più convinti del fatto che la bellezza, se condivisa, può diventare una forma concreta di sviluppo per la città e per tutto il territorio”.
Il progetto ArtEcclesiae Catania promuoverà dunque una fruizione integrata dei beni ecclesiastici, una migliore esperienza di visita e contribuirà alla crescita dei flussi turistici nel rispetto dell’identità e del valore religioso di ciascun sito. “L’esigenza di questo rinnovo – ha spiegato il direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi etnea, don Orazio Bonaccorsi – è la creazione di un percorso culturale non frammentato, ma unitario, che segua una logica sia storica che teologica del patrimonio della città, capace di immettere con impatto immediato il viaggiatore nella splendida e antica storia dell’Arcidiocesi di Catania. E’ così”, prosegue don Orazio Bonaccorsi, “che si può rendere omaggio alle donne e uomini di Chiesa che ci hanno lasciato in eredità un patrimonio inestimabile che siamo chiamati responsabilmente a custodire e valorizzare per tramandarlo alle nuove generazioni”.



















