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venerdì, Ottobre 9, 2026
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Dalla musica all’attrattività, il valore del Locomotive Jazz Festival per il Salento. Oltre le note, parlano i numeri di uno studio scientifico

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Foto: Marcello Moscara

Se è vero che i numeri fanno la differenza, quelli che hanno segnato l’estate in musica targata Locomotive Jazz Festival raccontano proprio questo: la differenza che una manifestazione artistica di tale portata può generare quando la musica incontra i territori, le persone e la voglia di esserci. Le sette note come linguaggio universale, il paesaggio come palcoscenico naturale. Dal debutto dello scorso anno, Tramonti Locomotive ha continuato a costruire il suo percorso nel cuore del Salento, trasformando piazze, borghi, aree archeologiche e scorci immersi nella natura in luoghi d’incontro, emozione e scoperta.

La connessione tra pubblico e artisti è stata amplificata dal contesto naturale, il territorio è diventato parte integrante dell’esperienza musicale. Un mix riuscito, come dimostrano i risultati del Rapporto di Valutazione d’Impatto curato dal professor Pierluigi Toma, del Dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento, illustrati nel corso della conferenza organizzata nella Prefettura di Lecce. L’indagine, realizzata su iniziativa di Locomotive Impresa Sociale Srl ETS ICC, ha coinvolto coloro che hanno partecipato ai sette appuntamenti Tramonti Locomotive, organizzati a luglio e agosto, tra Soleto, Leverano, Aradeo, Roca/Melendugno, Martano, Castrignano de’ Greci e Carpignano Salentino, e quanti hanno poi partecipato all’Alba Locomotive del 31 luglio 2026.

L’obiettivo? Capire in che misura il Festival abbia contribuito ad attrarre persone nei luoghi interssati dagli eventi, distinguendo tra residenti, persone provenienti dal resto della provincia e visitatori da fuori provincia.

Il dato più significativo riguarda proprio la capacità dei concerti di generare spostamenti. Tra i partecipanti non residenti, l’83% indica il festival come motivo principale della propria presenza. Una percentuale che dice molto sulla capacità della musica di diventare occasione per conoscere e vivere luoghi diversi. Ancora più significativo il dato relativo agòi spettatori provenienti da altri comuni della provincia: il 94% dichiara che, in assenza dell’evento, non sarebbe stato presente quella sera. Non è soltanto una questione di attrazione. Il rapporto fotografa anche la qualità del momento vissuto dal pubblico. La soddisfazione media raggiunge 8,5 punti su 10, mentre il Net Promoter Score si attesta a +69, indicando una forte propensione a consigliare l’esperienza. E c’è un altro elemento che racconta la capacità del progetto di rinnovare la propria audience: il 36% dei partecipanti era alla prima esperienza, mentre l’85% dichiara l’intenzione di tornare.

Sono numeri che, letti insieme, restituiscono l’immagine di un progetto capace non solo di intercettare spettatori abituali, ma anche di raggiungerne nuovi e di trasformare la partecipazione a un concerto in un’esperienza da ripetere.

La ricerca si sofferma anche sulle differenze tra i due format, Tramonti Locomotive e Alba Locomotive, entrambi organizzati in contesti open air, e come la scelta di due momenti così simbolici della giornata, tra la luce del tramonto e quella dell’alba, contribuisca a rendere la partecipazione ancora più significativa.

Una prima fotografia che apre la strada a un racconto destinato a continuare anche nelle prossime edizioni.

La vera novità è che per la prima volta, il Locomotive Jazz Festival misura ciò che accade oltre la musica: le persone che si spostano, i luoghi che si animano, le attività che ne beneficiano e chi sceglie di tornare. Un modo per raccontare, attraverso i dati, il valore che un evento come questi può lasciare sul territorio. Un contributo alla scoperta dei luoghi è arrivato anche dalle visite guidate organizzate prima dei concerti al tramonto, che hanno offerto al pubblico l’opportunità di conoscere le bellezze e le peculiarità di ciascuna tappa. Attraverso un’analisi puntuale, lo studio fornisce una valutazione scientifica della capacità del Locomotive di generare mobilità, indotto e fidelizzazione per il territorio. Una fotografia che non vuole essere un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di osservazione destinato a proseguire nelle prossime edizioni.

«Locomotive – afferma il suo direttore artistico, Raffaele Casarano – è la prima impresa culturale e territoriale in Salento a scegliere di misurare concretamente l’impatto che il festival produce sui luoghi che attraversa, grazie al lavoro del professor Pierluigi Toma. È una scelta che nasce dalla nostra stessa idea di spettacolo. Già lo scorso anno, con il format Tramonti, abbiamo portato la musica in luoghi e comunità diversi, lavorando insieme alle amministrazioni e alle realtà locali per costruire qualcosa che mettesse in relazione il pubblico con i luoghi che la ospitavano. Abbiamo creato nuove occasioni di incontro tra artisti, sopettatori e territorio. Oggi vogliamo capire cosa resta di quegli incontri, quali movimenti generano e quale valore riescono a produrre. Questo primo risultato rappresenta un punto di partenza, con l’ambizione di costruire un modello che possa essere utile anche ad altre imprese culturali locali e nazionali».

Dal canto suol, il prof. Pierluigi Toma, Professore Associato di Econometria, dipartimento di scienze dell’economia dell’Università del Salento, sottolinea l’importanza di una valutazione oggettiva e indipendente: «Ringrazio Locomotive e il direttore artistico Raffaele Casarano per aver aperto il programma estivo a una valutazione indipendente. Il 94% dei partecipanti provenienti da altri comuni della provincia ha dichiarato che, senza l’evento, quella sera non sarebbe stato presente. Questo dimostra che Locomotive muove pubblico tra i comuni del Salento, rinnova la propria platea e si appoggia a una filiera locale. Il lavoro svolto ha costruito strumenti e indicatori che permettono di seguire nel tempo gli effetti del programma sul pubblico, sui luoghi e sulla filiera locale. Ne nasce un rapporto solido e trasparente, utile al dialogo tra organizzatori, amministrazioni e partner. Il metodo è replicabile anche per altri eventi culturali del territorio, e l’intenzione è di dare continuità a questa esperienza nelle prossime edizioni. È anche un esempio di come il mondo accademico possa mettere metodi e competenze al servizio delle comunità in cui opera. Un ringraziamento particolare – conclude il prof. Toma – va al gruppo di ricerca del Dipartimento, che ha condotto la rilevazione sul campo con cura e rigore in tutti gli appuntamenti».

«Misurare l’impatto di un evento culturale significa raccontare non solo le emozioni vissute sul palco, ma la traccia concreta che la musica e l’arte lasciano sul territorio-, dichiara il Presidente di Locomotive Impresa Sociale, Giuseppe Casarano -. Con lo studio “IL VALORE CHE RESTA”, curato dal Prof. Pierluigi Toma e dal Dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento, abbiamo voluto analizzare con rigore scientifico le ricadute economiche, sociali e culturali dell’ultima edizione estiva del Locomotive Jazz Festival. Questo lavoro rappresenta per noi una bussola per il futuro e un atto di trasparenza e restituzione verso la nostra comunità, i partner e le istituzioni che da anni credono nella nostra visione».

L’incontro in Prefettura è stato anche l’occasione per annunciare una novità in casa Locomotive.

Il Prefetto Manno ha ufficializzato il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ricevuta da Raffaele Casarano lo scorso giugno, per il suo impegno e per il percorso professionale intrapreso sin da giovaissimo. «Un riconoscimento che mi rende orgoglioso e che accolgo con gratitudine – commenta il diretto interessato -, rinnovando il mio impegno a valorizzare il Salento attraverso la musica e la cultura, continuando a creare occasioni di incontro e crescita».