La rete dei Centri per la Famiglia in Puglia si amplia e porta la propria esperienza al confronto nazionale sulle politiche di welfare.
Da 39 Centri di ascolto per le famiglie nell’ottobre 2020 si è passati a 75 nel settembre 2026, affiancati da 38 sportelli. Entro la fine dell’anno sono inoltre previsti altri 10 Centri e il raggiungimento di 80 sportelli, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dei servizi di prossimità e offrire alle famiglie punti di riferimento accessibili sul territorio. È questo il percorso che la Regione Puglia ha condiviso alla Conferenza nazionale sulla famiglia, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e svoltasi giovedì 8 ottobre alla Triennale di Milano. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento Welfare regionale, coinvolti nel confronto sul ruolo dei Centri per la Famiglia e sulle prospettive di sviluppo di questi servizi.
La Conferenza punta a raccogliere le esperienze maturate dalle Regioni e a individuare le basi per la definizione delle future Linee di indirizzo nazionali per i Centri per la Famiglia. L’obiettivo è costruire un quadro di riferimento condiviso, capace di garantire criteri comuni per l’organizzazione e le funzioni dei servizi, valorizzando al tempo stesso le specificità dei territori. Nel corso della sessione dedicata alle esperienze regionali, la Puglia ha illustrato il percorso di ampliamento della propria rete, contribuendo alla riflessione sull’identità e sulle funzioni dei Centri. Il confronto rappresenta anche un’occasione per individuare le pratiche più efficaci e favorire una maggiore omogeneità nell’offerta, senza rinunciare alla capacità dei servizi di rispondere ai bisogni delle singole comunità.
«La crescita della rete pugliese dimostra che quando il welfare sceglie la prossimità non si limita ad aumentare i servizi: costruisce fiducia e rende le istituzioni più vicine alla vita delle persone – dichiara Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia -. Il passaggio che si apre ora a livello nazionale è importante perché può trasformare le esperienze delle Regioni in un patrimonio condiviso, definendo una soglia comune di qualità senza appiattire le differenze tra le comunità. La Puglia è pronta a mettere a disposizione ciò che ha costruito e, nello stesso tempo, a raccogliere dalle altre realtà quelle innovazioni che possono rendere ancora più efficace il nostro sistema. L’obiettivo finale deve essere semplice: fare in modo che una famiglia possa trovare un punto di riferimento competente e facilmente accessibile, indipendentemente dal luogo in cui vive».
L’ampliamento della rete regionale si accompagna al rafforzamento delle attività a sostegno della genitorialità, con particolare attenzione alla prevenzione e allo sviluppo delle capacità educative e di cura delle famiglie. La sfida è intercettare i bisogni prima che si trasformino in situazioni di maggiore fragilità, consolidando la collaborazione tra i servizi e i soggetti che operano sul territorio. Per la Puglia, il confronto di Milano si inserisce dunque in un percorso che punta a rendere i Centri per la Famiglia sempre più presenti e qualificati. L’esperienza regionale entra nel dibattito nazionale con un contributo concreto alla costruzione di un sistema di welfare familiare più coordinato, accessibile e vicino ai cittadini.













