Addio a Pippi e Cosimino. La storia di Lecce oltre la quotidianità

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Un altro pezzo di storia, della bella storia leccese, vola via. La notte scorsa è venuto a mancare l’amato Pippi Nocco, l’oste amico di tutti, testimone del cambiamento delle usanze cittadine. Una vita dietro il bancone della sua enoteca, nel cuore della città antica, punto di riferimento e ritrovo per tante generazioni. La battuta sempre pronta, aneddoti e sorrisi profusi con simpatia e garbo, Pippi Nocco ha inventato un nuovo modo di intendere “l’enoteca”. Nei giorni scorsi la nostra Mariela De Salvatore ne aveva parlato nella rubrica “Patrimonio e Tradizione”. Per l’occasione aveva incontrato il figlio, Fabio, e con lui aveva ripercorso le tappe salienti dell’attività di famiglia avviata dal papà agli inizi degli anni Cinquanta. Ecco uno stralcio dell’articolo.

Pippi Nocco, l’oste amico di tutti.

Novant’anni compiuti lo scorso due luglio, Pippi, per motivi di salute, non sta più dietro lo storico bancone dove nei primi anni Cinquanta iniziò la sua attività. Suo figlio Fabio ci racconta che il papà  era garzone di un noto commerciante leccese che, ad un certo punto, gli propose di prendere il piccolo locale in Via Conti di Lecce, dove Pippi iniziò a vendere poche bottiglie di vino e liquore. Con il passare degli anni, grazie al suo modo di fare, affabile  e cordiale, alla sua gentilezza e sensibilità e al vasto assortimento, il nome dell’“Enoteca Pippi Nocco” si diffuse in tutta la provincia di Lecce; il successo fu tale che si sentì la necessità di nuovi spazi per esporre e conservare le bottiglie. Fu così che furono inglobati anche i locali occupati da altre piccole botteghe. <<Con l’avvento dei piccoli bar a Lecce ci fu grande richiesta di alcolici, che papà – ricorda Fabio – riuscì ampiamente a soddisfare grazie anche all’aiuto della mamma Titina. Anche io e mio fratello Luigi, appena gli impegno scolastici ce le permettevano, correvamo ad aiutare papà>>. Un commerciante dall’animo gentile, Pippi non aveva vizi ma solo un’unica, grande passione: il Lecce. Per assistere alle partite, in casa o in trasferta, non esitava a chiudere il negozio, decretando il giorno o la mezza giornata di riposo in base all’orario della partita.

Solo pochi giorni abbiamo detto addio ad un’altra figura storica dei costumi leccesi, un’istituzione della ristorazione locale: Cosimo Pati, per tutti “Cosimino”, patron dell’omonima osteria, da lui fondata negli anni Sessanta, è morto all’età di 87 anni. Nonostante avesse da tempo passato le redini dell’attività ai figli Luigi e Gianfranco, faceva di tutto per essere  presente nei locali di Via Argento, anche quando la salute aveva iniziato a vacillare.

Molto spesso l’identità della città è definita da luoghi originali e particolari. In realtà, dietro ognuno di essi si cela lo spirito di chi li ha creati e li ha resi unici realizzando una fusione fra tradizione, storia, esperienza e quel tocco personale che aggiunge bellezza a qualcosa già bello di suo.