C’è un Salento che vive nelle pieghe della memoria, nei racconti tramandati a voce, nelle fotografie sbiadite custodite nei cassetti e nei nomi dimenticati di donne che hanno attraversato la storia di questa terra lasciando un segno, spesso invisibile.
È questo il cuore di “I luoghi delle donne: un viaggio nel Salento al femminile”, il progetto promosso dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce, guidata da Anna Toma, che dopo una partecipazione sorprendente è entrato nella sua fase operativa.
L’iniziativa nasce con un intento preciso: restituire visibilità e valore a quei luoghi e a quelle storie femminili che il tempo, e a volte la distrazione collettiva, hanno reso marginali. Non si tratta di un semplice censimento di monumenti o targhe commemorative, ma di costruire un itinerario narrativo e visivo che attraversi il Salento, raccontando la storia sociale, culturale e civile attraverso le vite delle donne che l’hanno abitato e trasformato.
La risposta è stata superiore a ogni aspettativa. Ben 39 Comuni e 11 Commissioni Pari Opportunità comunali hanno aderito al progetto, un segnale chiaro della volontà istituzionale di costruire un racconto condiviso e partecipato. A loro si sono affiancati 16 Istituti scolastici, coinvolti in attività di ricerca e raccolta di testimonianze: biografie, fotografie, articoli di stampa, documenti d’archivio. Materiale prezioso che oggi è oggetto di una complessa opera di selezione e riorganizzazione.
Dietro questo lavoro c’è la cura di Giovanna Bino, componente della Cpo provinciale e studiosa, che coordina la rete virtuosa di enti, scuole e associazioni. Il materiale raccolto, oltre a essere valorizzato in pubblicazioni e iniziative pubbliche, confluirà in due strumenti destinati a lasciare il segno: un Archivio delle donne, sia digitale che fisico, e un Museo diffuso al femminile, un modello unico in Italia che mira a collegare idealmente i luoghi della memoria femminile del Salento in una rete culturale viva e accessibile.
A partire da settembre, saranno presentati i primi tasselli di questo percorso, fatto di storie, di immagini, di emozioni. Un viaggio che restituisce centralità alle protagoniste spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale e che invita a ripensare la geografia culturale del territorio in chiave inclusiva e partecipata.
Un modo per scoprire, o riscoprire, il Salento attraverso gli occhi e le voci delle sue donne. Un progetto che non celebra solo il passato, ma costruisce nuove mappe per il futuro.















