Vince Bajani, ma anche la Puglia lascia il segno al Premio Strega 2025

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L’edizione 2025 del Premio Strega si è chiusa con la vittoria annunciata di Andrea Bajani, autore de “L’anniversario” (Feltrinelli). Un risultato atteso, anche perché il romanzo si era già aggiudicato il Premio Strega Giovani, confermandosi fin da subito tra i favoriti. Con 178 voti, lo scrittore rimano ha conquistato la celebre bottiglia di Liquore Strega, simbolo del prestigioso riconoscimento.

Al secondo posto si è classificata Elisabetta Rasy con “Perduto è questo mare” (Rizzoli), che ha ottenuto 133 voti. Terzo posto per Nadia Terranova con “Quello che so di te” (Guanda), a quota 117.

A seguire: Paolo Nori con “Chiudo la porta e urlo” (Mondadori, 103 voti) e Michele Ruol con “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” (TerraRossa, 99 voti). I voti validamente espressi sono stati 646, pari al 92% degli aventi diritto. A presiedere il seggio, Donatella Di Pietrantonio, vincitrice dell’edizione 2024.

Ma quella andata in scena al Ninfeo di Villa Giulia a Roma non è stata solo la serata di Bajani. L’edizione 2025 del Premio Strega ha infatti visto anche un’importante partecipazione pugliese, grazie alla presenza di due case editrici del territorio tra i protagonisti.

La prima è TerraRossa Edizioni, giovane realtà barese che ha accompagnato fino alla cinquina finalista l’esordiente Michele Ruol con un romanzo che scava nella dimensione del dolore più estremo: la perdita di due figli, vissuta con lucidità quasi clinica da un autore che è medico anestesista nella vita reale. Un debutto sorprendente, che ha conquistato pubblico e critica per la sua scrittura essenziale e la forza emotiva.

Il secondo motivo che lega la Puglia al Premio Strega 2025 è la vittoria nella neonata sezione di Saggistica de “Il suicidio di Israele” della storica Anna Foa, pubblicato da Laterza Edizioni, anch’essa con sede a Bari. L’opera, rigorosa ma appassionata, affronta le contraddizioni e le fratture interne dello Stato israeliano, offrendo una lettura lucida e complessa di una realtà attraversata da tensioni politiche, crisi istituzionali e un crescente clima di radicalizzazione. Un saggio necessario, premiato proprio nella prima edizione della sezione dedicata alla saggistica, nata con l’intento di promuovere la lettura critica come strumento di comprensione del presente.

Il Premio Strega 2025, pur confermando il successo di autori già affermati, lascia dunque spazio anche a nuove voci e realtà editoriali emergenti, dimostrando che la grande letteratura può nascere e crescere ovunque, anche lontano dai centri dell’editoria tradizionale.