Il primo “Blu” di San Cataldo.
Giornata storica per la marina leccese che per la prima volta può fregiarsi dell’ambito riconoscimento di “Bandiera Blu”.
Oggi la cerimonia ufficiale per l’assegnazione, nella sala convegni del CNR.
Di giornata storica per Lecce, e per il suo mare, parla il sindaco Carlo Salvemini: <<Per la prima volta a San Cataldo sventolerà la Bandiera blu. Ci è stata assegnata oggi dalla Fondazione FEE, con il supporto e la partecipazione di due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo). È una grande soddisfazione – scrive sul profilo sociale istituzionale – che ripaga del lavoro svolto in questi anni dall’amministrazione. Che ha portato la raccolta differenziata porta a porta sulla costa. Che ha garantito migliori standard di accessibilità e di assistenza alla balneazione sulla spiaggia di San Cataldo. Che ha posto attenzione all’educazione ambientale e al rispetto dell’ambiente costiero. E, aggiungo, ha dotato la costa di un progetto di futuro con il Piano comunale delle Coste e il Contratto istituzionale di sviluppo. La Bandiera blu è di tutti – conclude Salvemini -.È di chi vive, lavora e investe a San Cataldo che beneficerà dei vantaggi di questo riconoscimento, in termini di valore, di attrattività della nostra marina, di prospettive di crescita. Di chi ha voluto gettare il cuore oltre l’ostacolo, credendoci. Ringrazio Angela Valli e tutto il settore Ambiente per l’eccellente lavoro, che oggi dà lustro a tutta la città, di costruzione dei servizi e degli interventi che ci hanno consentito di costruire un dossier di candidatura forte, che ha centrato l’obiettivo. Oggi segniamo una tappa fondamentale di un nuovo inizio. Dobbiamo andare avanti, secondo la strategia di rigenerazione “Lecce è il suo mare” che seguiamo dal 2017. Con l’impegno nei prossimi anni di ottenere questo riconoscimento per tutte le marine della costa di Lecce: Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda>>.
Salgono a 236 le località costiere che potranno fregiarsi del riconoscimento Bandiera Blu 2024, dieci in più dell’anno scorso. Vessillo che quest’anno, per la 38/a edizione, sventolerà su 485 spiagge con mare eccellente per 4 anni consecutivi (27 in più rispetto al 2023) che corrispondono a circa l’11,5% di quelle premiate a livello mondiale.
Sul podio, anche quest’anno, la Liguria che segna 2 nuovi ingressi (ma perde due Bandiere) confermando quindi 34 località; la Puglia sale a 24 con 3 nuovi ingressi: tre nuovi ingressi: Lecce (San Cataldo), Patù e Manduria, e un Comune non confermato (Margherita di Savoia).
Seguono a pari merito, con 20 Bandiere, la Campania e la Calabria, con un riconoscimento in più ciascuna. Con un nuovo ingresso, le Marche ricevono 19 Bandiere Blu, mentre scende a 18 la Toscana che perde un Comune. La Sardegna conferma le sue 15 località, anche l’Abruzzo sale a 15 con un nuovo ingresso, la Sicilia raggiunge 14 Bandiere con tre nuovi ingressi, il Trentino Alto Adige sale a 12 con due Comuni in più, il Lazio resta a 10. In Emilia Romagna premiate 9 località e riconfermate le 9 Bandiere del Veneto. La Basilicata conferma le sue 5 località, e sempre 5 sono i Comuni in Piemonte che ottengono le Bandiere. La Lombardia conferma 3 Comuni, il Friuli Venezia Giulia mantiene le sue 2, come il Molise. Da quasi quarant’anni le bandiere blu premiano spiagge e approdi turistici in base a più di 30 criteri: dalla qualità delle acque alla gestione ambientale, con particolare attenzione alla tutela del territorio e alle misure per promuovere la sostenibilità. Tra gli elementi presi in considerazione, gli interventi per migliorare la vivibilità e i servizi offerti ai bagnanti, dall’accesso per le persone con disabilità alle misure per garantire la sicurezza.
32 criteri del Programma, spiega la Fee Italia, vengono aggiornati periodicamente in modo da spingere le amministrazioni locali partecipanti ad impegnarsi per risolvere, e migliorare nel tempo, le problematiche relative alla gestione del territorio per una attenta salvaguardia dell’ambiente.
Nella fase di valutazione portata avanti dalla Commissione secondo un rigido schema procedurale, hanno dato il loro contributo diversi Enti Istituzionali tra cui i ministeri del Turismo, dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; l’Istituto Superiore di Sanità; gli Ordini dei Chimici e dei Fisici; il Consiglio Nazionale delle Ricerche; Università della Tuscia e l’Università per Stranieri di Perugia; e organismi privati quali i sindacati balneari (Sib-Confcommercio e Fiba Confesercenti). La successiva approvazione da parte della Giuria internazionale ha portato al raggiungimento del risultato finale.
<<Gli 81 approdi premiati – spiegano dalla Fee Italia – dimostrano che la portualità turistica ha consolidato le scelte di sostenibilità intraprese, rispondendo ai requisiti previsti per l’assegnazione internazionale, garantendo la qualità e la quantità dei servizi erogati nella piena compatibilità ambientale>>.

















