Tutto ebbe inizio negli Anni ‘70, quando gli abitanti di Zollino decisero di organizzare la Festa de lu focu in omaggio alla ben più antica tradizione delle focare, le pire di legno che vengono accese in onore di Sant’Antonio nel mese di gennaio.
Inizialmente, lo scopo della Festa de lu focu era celebrare il ritorno a casa di chi era migrato al Nord o all’estero per cercare fortuna e finalmente poteva trascorrere qualche giorno in famiglia riappropriandosi del calore umano che scaldava anche le case più povere.
Col tempo Le festa de lu focu ha assunto una connotazione talmente popolare da essere diventata un appuntamento immancabile nel calendario delle feste e l’occasione per mantenere vivi riti e leggende che da sempre animano l’immaginario di una terra, quella della Grecìa Salentina, che affonda le sue radici nella storia dell’Europa.
Così il 28 dicembre, la piazza di Zollino viene presa d’assalto dai visitatori che nel periodo più freddo dell’anno si scaldano all’eco dei racconti fantastici, della musica popolare e dei piatti tipici della tradizione in un rituale che allontana le energie negative e i presagi nefasti illuminando il cielo con lingue di fuoco fino a quando, le prime luci dell’alba si fanno portatrici di un giorno nuovo e luminoso.
Anche quest’anno, l’appuntamento si è rinnovato in Largo Lumardo e la Festa de lu focu ha festeggiato la 42ª edizione.
A partire dalle 19, i più piccoli hanno partecipato alla rappresentazione della fiaba grika “Lumè Lumèra”, un percorso letterario ideato da Fabrizio Lecce dell’Associazione Esterno Notte che per l’occasione vedrà la presenza della voce di Roberta Marsano accompagnata dalla fisarmonica di Mattia Manco.
A partire dalle 20, le fascine di legno di ulivo sono state accese dando il via al rito propiziatorio mentre tutt’intorno la festa entrava nel vivo con le esibizioni di giocolieri e mangiafuoco.
Jant Africa, un progetto di ricerca musicale diretto dal griot senegalese Meissa Ndiaye, originario di Dakar, e da Luigi Colella, percussionista salentino e studioso della cultura tradizionale del West Africa. Un viaggio nel mondo dei tamburi e delle percussioni, in cui i djembe e i dundun creano un’atmosfera dal sapore africano, suggestiva e coinvolgente.
Sul palco si sono alternati Salentrio, un ensemble nata dall’incontro musicale di tre talentuosi protagonisti della scena popolare e world music italiana: Massimiliano De Marco, Luca Buccarella e Roberto Chiga con il loro repertorio di pizzica, stornelli, canti polivocali alla stisa, canti sul tamburo, valzer, mazurke, suonate di barberia e altre tarantelle tipiche delle varie zone del sud Italia. La formazione è stata accompagnata da Lamberto Probo e Cinzia Marzo, nucleo storico e creativo degli Officina Zoè. Infine la grande ronda davanti al fuoco a scacciare i malanni dell’inverno e dei pensieri pesanti di un 2023 che a tratti è stato crudele.
Tra sceblasti, pittule, legumi cotti in pignata e buon vino, i partecipanti hanno potuto ammirare le istallazioni sul tema del fuoco a cura dell’artista zollinese Giuseppe Castellano e la mostra fotografica a cura di Daniele Coricciati.
Infine la festa si è conclusa con l’Ensemble de lu focu, con il tamburellista Roberto Chiga e una formazione zollinese d’eccezione. Sul palco sono saliti infatti Manolo Costa, Marco Dell’Anna, Fabrizio Bianco, MaryStella Maniglio, Andrea Caracuta, Alessandro Chiga e due ospiti d’onore: Alessia Tondo alla voce e Peppo Grassi al mandolino.
Come sempre, la Festa de lu Focu ha dato ampio spazio ad espressioni d’arte e lavoro accogliendo le installazioni in ferro sul tema del fuoco realizzate dal compianto artista zollinese Giuseppe Castellano ed alcune ingegnose stufe di piazza progettate per l’occasione dall’inventore Giovanni Pellegrino. Inoltre, insieme ad Esterno Notte, associazione zollinese con la quale l’associazione Festa de lu focu ha intrapreso da anni un percorso comune di progettazione culturale e collaborazione, è stato allestito un banchetto per la raccolta di fotografie, materiali audio-video, stampe e documentazione, per un momento di condivisione di informazioni e materiale d’archivio utile a ricostruire l’identità storica della festa nelle sue passate edizioni e a realizzare un Archivio Multimediale da mettere a disposizione della comunità zollinese.
Il fuoco, elemento di vita, che purifica, riscalda e protegge, è stato per una notte protagonista assoluto e lo sarà anche nei giorni a seguire, con le focare allestite in vari comuni, perché il Salento, quello più vero e autentico, che continua ad esistere lontano dal turismo di massa, è anche questo: un ancestrale legame con gli elementi che unisce tutti sotto uno stesso cielo.

















