La finestra sul turismo. Il punto con gli addetti ai lavori

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dell’universo Puglia, ufficialmente tra le destinazioni più gettonate dell’estate 2023, terra amata sia dagli stranieri che dai nostri stessi connazionali. Tra criticità e punti di forza, arrivi e presenze, luci e ombre, facciamo il punto della situazione con chi vive da protagonista il segmento dell’accoglienza e che, proprio per questo, ha un quadro più chiaro della situazione. Prima di parlare di numeri da record aspettiamo la fine dell’estate, più che altro per stilare un bilancio definitivo. Tuttavia, è abbastanza evidente il trend di crescita rispetto al 2019.

<<L’andamento positivo si era già manifestato lo scorso anno con ottimi risultati e quest’anno è stato non solo confermato, ma decisamente incrementato, regalandoci grandi soddisfazioni e buone speranze per il prosieguo della stagione>>. A parlare è Ada Miraglia, Direttore Commerciale di CDSHotels, prestigioso brand che opera nel campo dell’ospitalità in Puglia e in Sicilia. <<La Puglia  – afferma la manager – continua a essere una meta estremamente amata dai turisti, sia italiani che stranieri, che cominciano ad apprezzare e scoprire tutte le sue ricchezze e non solo il nostro splendido mare, che, comunque, rimane il motivo principale di una vacanza in Puglia. L’inizio della stagione, nonostante a giugno l’estate abbia un po’ faticato a esplodere climaticamente, è stato estremamente positivo. Il punto di forza di questa regione, come meta turistica, è senz’altro la sua grandissima ricchezza in termini di bellezze naturali (che non si limitano al suo meraviglioso litorale), bellezze artistiche (le città d’arte pugliesi, ormai è dimostrato, hanno poco da invidiare alle più blasonate “colleghe” del nord e del centro Italia), ricchezza delle tradizioni, ormai note in tutto il mondo, e della cultura (la Puglia sta diventando sempre di più, anche se tanto ancora c’è da fare, un centro di innovazione culturale nel campo delle arti, del teatro, della letteratura e dello spettacolo. La notorietà sempre maggiore di artisti e cantanti pugliesi non va sottovalutata come mezzo di promozione di tutta la regione)>>.

Questo il lato positivo. Quello negativo?

<<Parlerei più che altro di criticità che riguardano, purtroppo, la disorganizzazione o la mancanza, in alcuni casi, di servizi e infrastrutture adeguati, la mancanza di una programmazione seria che porti la destagionalizzazione a essere non più soltanto una parola, ma una precisa scelta politica ed economica. Un fortissimo attrattore turistico sono gli eventi, di cui, si sa, solo una parte sono organizzati dai privati. Credo che se da parte del pubblico ci fosse una programmazione degli eventi tale da coprire altre stagioni dell’anno, e non solo le settimane centrali di agosto, tutto il settore del turismo non potrebbe che giovarne. Per quanto riguarda il Salento nello specifico, credo che possa superare l’ostacolo di non essere posizionato tra due aeroporti (come la fortunata Valle d’Itria dove la stagione turistica delle nostre stesse strutture va dai primi di marzo a novembre), solo investendo in formazione e professionalità>>.

Creatività, passione, innovazione ed eccellenza sono tessere di uno stesso mosaico. Quale potrebbe essere il collante per tenere insieme tanti aspetti di una stessa realtà?

<<L’obiettivo da raggiungere è la qualità e, con essa, il giusto rapporto fra tariffa pagata dal cliente e servizi offerti. Le mode passano e se vogliamo che i turisti non si stanchino di percorrere tanti più chilometri per raggiungere le nostre strutture, dobbiamo offrire loro la qualità. Lasciamo agli altri l’improvvisazione e l’opportunismo e impariamo a programmare e a fare delle scelte che diano risultati a lungo termine. Il “mordi e fuggi” è il nemico da combattere perché chi si improvvisa rischia di distruggere tutto il lavoro fatto da chi si occupa di turismo da decenni. Abbiamo il dovere di farlo per una buona sopravvivenza nel tempo delle nostre stesse imprese. È ovvio che noi come catena siamo facilitati in questo e lo facciamo da sempre, ma se le piccole strutture per raggiungere questo obiettivo hanno bisogno di consorziarsi, ben venga anche questa forma di cooperazione>>.