Riti che uniscono il Mediterraneo: un ponte di fede tra Taranto e Granada

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The crowd in costumes in Semana Santa Festival captured in Seville, Spain

Tra le sponde del Mediterraneo prende forma un dialogo fatto di riti, immagini e memoria collettiva. A Taranto, nel cuore della città vecchia, torna per il secondo anno la mostra fotografica “Granada e Taranto – Un puente de fe / Un ponte di fede”, progetto nato per raccontare la Settimana Santa come patrimonio condiviso e linguaggio universale capace di unire comunità diverse.

L’esposizione, inaugurata sabato 31 gennaio negli spazi dell’associazione Artava, in via Duomo, conferma e rafforza un percorso culturale che guarda oltre i confini nazionali.

L’iniziativa, sostenuta da Confcommercio e patrocinata dal Comune di Taranto, approderà in più sedi e in due Paesi: a Taranto, fino al 7 febbraio da Artava e poi dal 7 al 12 marzo 2026 all’Archivio di Stato, per poi approdare a Granada, dal 22 al 26 marzo 2026, dove sarà allestita negli spazi del Real Colegio Mayor de Santa Cruz, all’interno di un percorso di scambi culturali dedicato ai riti pasquali.

Pate subito chiaro e forte il valore identitario del progetto: il turismo religioso, e quello legato ai riti e al folklore, rappresentano una delle forme di turismo esperienziale più ricercate, e la mostra punta proprio a rafforzare un legame culturale che guarda al Mediterraneo come spazio di scambio, memoria e identità condivisa. Un ponte di fede, appunto, che quest’anno si arricchisce di nuovi contenuti e nuove collaborazioni.

La mostra non è che uno step di un percorso più ampio, volto a far sì che Taranto possa godere del titolo di Città Internazionale della Settimana Santa, riconoscimento che, a livello europeo, è stato già assegnato a realtà spagnole come Siviglia, Granada e Malaga. Ed è proprio per questo che una mostra interamente dedicata ai riti tarantini, inserita nel contesto della profonda tradizione religiosa spagnola, può essere un’occasione di grande rilievo culturale, oltre che turistico.

Attraverso il linguaggio delle immagini, l’esposizione valorizza un patrimonio immateriale profondamente radicato nella storia e nella vita delle comunità del Sud Italia, costruendo al tempo stesso un ponte simbolico tra le culture del Mediterraneo. Un dialogo visivo e spirituale che offre al pubblico un’esperienza immersiva e contribuisce a rafforzare l’identità di Taranto come città custode di riti antichi, ancora oggi intensamente vissuti e partecipati.