Bandiere Blu 2026, il record della Puglia tra conferme e new entry

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La Puglia si conferma anche nel 2026 tra le grandi protagoniste del turismo balneare sostenibile italiano con 27 località premiate dalle Bandiere Blu, un risultato che la mantiene stabilmente ai vertici nazionali per qualità delle acque, servizi e gestione ambientale delle coste. Il dato racconta una regione in equilibrio tra continuità e cambiamento, dove non mancano nuovi ingressi e qualche uscita, dentro un quadro nazionale che continua a crescere. Quest’anno entrano due nuove località del Salento, Morciano di Leuca e Tricase, che rafforzano ulteriormente il ruolo del territorio come area sempre più attenta alla sostenibilità e alla valorizzazione del proprio patrimonio costiero, mentre escono dalla lista Patù e Castrignano del Capo, a dimostrazione di come il riconoscimento delle Bandiere Blu sia un processo dinamico e rigoroso che si rinnova ogni anno sulla base di criteri ambientali molto stringenti.

A livello nazionale il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education premia 257 Comuni rivieraschi e 87 approdi turistici per un totale di 525 spiagge, pari a circa l’11,6% del totale mondiale, confermando un trend di crescita rispetto all’anno precedente e una maggiore diffusione delle politiche di sostenibilità lungo le coste italiane. La valutazione tiene conto della qualità delle acque, monitorata su un arco di quattro anni dalle ARPA, ma anche della gestione dei rifiuti, della depurazione, della mobilità sostenibile, dell’accessibilità e delle politiche di tutela ambientale messe in campo dalle amministrazioni locali, elementi che stanno diventando sempre più centrali anche nella scelta delle destinazioni turistiche.

In questo scenario la Puglia si conferma una delle regioni più solide, insieme a Liguria e Calabria, grazie a un lavoro costante su infrastrutture ambientali e qualità dei servizi che negli ultimi anni ha rafforzato la reputazione della regione come destinazione balneare di eccellenza, dove il mare non rappresenta solo una risorsa naturale ma anche un patrimonio da gestire con attenzione e visione strategica, in linea con le nuove esigenze del turismo internazionale sempre più orientato verso sostenibilità, qualità e autenticità dei territori.