Cresce la preoccupazione nel mondo del commercio salentino per i recenti rincari che stanno colpendo la logistica e l’approvvigionamento delle merci. A incidere in modo significativo sono soprattutto gli aumenti del carburante che stanno determinando un effetto a catena su tutta la filiera, dai costi di trasporto fino ai prezzi finali sugli scaffali di negozi e grande distribuzione.
A lanciare l’allarme è Maurizio Maglio, presidente di Confcommercio Lecce, dopo aver raccolto le segnalazioni delle imprese associate. “C’è una forte preoccupazione nel mondo commerciale della nostra provincia sugli aumenti che stanno caratterizzando in questi ultimi giorni la logistica, attraverso i prezzi del carburante, e l’approvvigionamento di prodotti agricoli nei negozi e nelle maggiori catene della Grande Distribuzione e che si ripercuotono anche alle casse, con un aumento per i clienti che devono fronteggiare così anche il minore potere di acquisto dei loro stipendi. Rischiamo – annuncia Maglio – conseguenze negative su tutto il filone del commercio e chiediamo che, a livello governativo, in un rapporto corretto con le confederazioni dell’Industria e del Commercio, si possa trovare un rimedio per evitare ulteriori aggravi sulle imprese e sui cittadini”.
Le tensioni sui prezzi, legate anche al contesto internazionale e agli effetti della guerra in Medio Oriente sul costo dell’energia, stanno iniziando a mettere in difficoltà numerose attività. Supermercati, strutture ricettive e ristorazione potrebbero registrare a breve ripercussioni importanti, con il rischio di compromettere i risultati positivi ottenuti nei primi mesi dell’anno e di incidere negativamente sui bilanci. Il momento appare particolarmente delicato anche per la coincidenza con il periodo pasquale, tradizionalmente favorevole per il commercio e il turismo. Proprio in questi giorni, infatti, molte imprese confidavano in un incremento delle vendite, che ora potrebbe essere ridimensionato dall’aumento dei costi e dalla contrazione dei consumi.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l’incertezza legata agli incentivi del programma Transizione 5.0.
Come sottolinea il direttore di Confcommercio Lecce, Federico Pastore, “diverse imprese avevano già avviato investimenti nel campo della digitalizzazione, facendo affidamento sulle misure di sostegno statali. Si tratta di interventi fondamentali per affrontare le nuove sfide del mercato, che coinvolgono settori in evoluzione come il turismo, la sanità, il vending e l’ICT. Settori che vanno potenziati proprio attraverso apparecchiature e formazione differenti e più adatte al mondo che è in continua trasformazione”.
Alla luce di queste criticità, le imprese chiedono risposte chiare e tempestive. L’auspicio è che il confronto tra Governo e rappresentanti del mondo produttivo possa portare a soluzioni concrete, capaci di sostenere le aziende e tutelare i consumatori, evitando ulteriori aggravi in una fase già complessa per l’economia locale e nazionale.



















