
Di Pierandrea Fanigliulo
Giornata di festa al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto le Nazionali maschile e femminile di pallavolo, reduci dai recenti trionfi mondiali. Un incontro carico di emozione e riconoscenza, nel segno dello sport, del sacrificio e dell’orgoglio italiano.
“Siete state e siete stati formidabili. Tutto il Paese vi ha seguito e vi è riconoscente”, ha dichiarato un commosso Mattarella, ringraziando atlete e atleti per aver regalato all’Italia momenti di gioia e di unità. “Le finali sono state emozionanti – ha aggiunto – ringrazio le due guide, Velasco e De Giorgi, e ammiro la loro serenità nel dare consigli nei momenti più concitati, durante i time out.”
Il Capo dello Stato ha poi voluto sottolineare un pensiero di grande attualità: “Ho applaudito Velasco quando, alcuni giorni fa, si è scagliato contro la mia generazione – e anche quella successiva – che tende sempre a criticare i giovani. Sono perfettamente d’accordo: sta crescendo una generazione eccezionale.”
Infine, Mattarella ha evidenziato anche il valore sociale del successo: “Tra le vostre ricompense c’è anche quella di aver spinto tanti giovani a praticare sport. È un contributo importante per il nostro Paese, che dà ancora più valore alle vostre vittorie.”
Ma la cerimonia al Quirinale è stata anche una celebrazione dell’orgoglio pugliese, rappresentato in più volti di primo piano del volley azzurro. A partire dal Presidente della Federazione Italiana Pallavolo, Giuseppe Manfredi, originario di Alberobello, figura chiave nella crescita del movimento pallavolistico nazionale.
Accanto a lui, il salentino Ferdinando “Fefè” De Giorgi, commissario tecnico della Nazionale maschile, il condottiero che ha riportato l’Italia sul tetto del mondo, con la sua consueta calma, competenza e capacità di costruire gruppo.
Presente anche il tarantino Domenico Pace, secondo libero della Nazionale maschile, simbolo di quella scuola pugliese che da anni continua a sfornare talenti di primissimo livello.
Una Puglia protagonista dunque, non solo come terra di sport e di pallavolo, ma come culla di eccellenze che hanno contribuito a scrivere un’altra pagina indimenticabile della storia azzurra.






















