Un tesoro sommerso che riaffiora dal passato e racconta la centralità della Puglia nelle rotte commerciali del Mediterraneo tardo-imperiale. È una grande nave romana oneraria, risalente tra il IV e il V secolo dopo Cristo, individuata nelle acque del Mar Ionio al largo di Gallipoli e rimasta celata per oltre 1.500 anni sotto il fondale.
La scoperta, avvenuta nel giugno 2025, è stata resa nota solo nelle ultime settimane per evitare il rischio di saccheggi e garantire la massima protezione al deposito archeologico. Un ritrovamento di straordinaria importanza, frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e la Guardia di Finanza, impegnata nelle operazioni di ricognizione e messa in sicurezza dei primi reperti.
L’imbarcazione, lunga diverse decine di metri, presenta un carico di anfore ancora in situ, probabilmente destinate al trasporto di merci alimentari. Una testimonianza concreta delle intense attività commerciali che interessavano il versante ionico della Puglia in epoca tardo-romana, quando i porti della regione rappresentavano snodi strategici per gli scambi tra Oriente e Occidente.
Dopo il recupero preliminare di alcune anfore, già messe in sicurezza, si apre ora una fase decisiva per la conoscenza e la tutela del relitto. Grazie a un finanziamento di 780mila euro stanziato dal Ministero della Cultura, prenderanno avvio le attività di rilievo, mappatura e scavo stratigrafico subacqueo. Solo in un secondo momento sarà valutata l’eventuale possibilità di recupero del relitto e il suo restauro, secondo criteri scientifici e conservativi condivisi a livello internazionale.
L’intervento rappresenta non solo un’operazione di salvaguardia del patrimonio sommerso, ma anche un’occasione di studio fondamentale per ricostruire le dinamiche economiche, commerciali e logistiche del Mediterraneo in età imperiale. Il mare, ancora una volta, si conferma archivio della storia e custode di tracce preziose, capaci di restituire nuove chiavi di lettura sul passato e sul ruolo che il territorio pugliese ha avuto nella costruzione dell’identità mediterranea.
Un patrimonio fragile, invisibile ma di valore inestimabile, che oggi torna al centro dell’attenzione grazie alla sinergia tra istituzioni, forze dello Stato e ricerca archeologica. E che chiede tempo, cura e visione per essere raccontato e consegnato al futuro.

















