È stata inaugurata ieri, nel Museo Ebraico di Lecce, la mostra personale di Adi Kichelmacher, una delle voci più interessanti dell’arte contemporanea. Nata in Israele nel 1979, ha costruito il suo percorso artistico tra formazione nel design e una successiva evoluzione verso una ricerca espressiva autonoma, che oggi la rende riconoscibile a livello internazionale.
Da Lecce, con la sua esposizione, l’artista propone un’esplorazione originale delle intersezioni tra Ebraismo e Cristianesimo attraverso l’arte, ponendo al centro la figura di Gesù e le sue radici ebraiche.
Luogo di confronto, incontro e riferimento per portare alla luce e valorizzare la storia della comunità ebraica vissuta anticamente nel capoluogo salentino, è il Museo Ebraico, nato dieci anni fa grazie a Francesco De Giorgi e Michelangelo Mazzotta con la direzione scientifica del professor Fabrizio Lelli. La struttura si rende protagonista ancora una volta di un appuntamento artistico di grande rilievo al quale hanno preso parte anche Fabrizio Ghio e Vito Andrea Mariggiò, componenti del comitato scientifico del Museo Ebraico, e le istituzioni locali, Mons. Mauro Carlino, Parroco di Santa Croce, Diocesi di Lecce, Lara Cataldo, Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce, Loredana Tundo, Consigliera Provincia di Lecce.
L’artista, tra l’altro, aveva già esposto in passato al Museo Ebraico con la mostra “Le tracce del treno della vita. Tra arte e documenti per non dimenticare”. Adesso torna con “Le radici ebraiche di Gesù nei Vangeli”, un mostra che sottoliena l’apice di un’accurata ricerca artistica.
“Quando ho approfondito la ricerca sui dipinti religiosi di Gesù – afferma l’artista che con questo progetto, aspira a restituire la vera identità di Gesù, rendendo omaggio alle sue origini ebraiche – ho notato che avevano rimosso ogni simbolo ebraico, e ho avuto la sensazione che attraverso l’iconografia stessero cambiando la visione della storia e offuscando la sua identità e le sue radici ebraiche”.
La mostra, visitabile fino al 31 ottobre 2026, si propone di mettere in luce i valori comuni tra le due tradizioni religiose, evidenziando come Ebraismo e Cristianesimo condividano un patrimonio morale e religioso fondamentale, come i Dieci Comandamenti.
Kichelmacher sottolinea l’importanza del “rispetto reciproco” e della “convivenza pacifica”, elementi essenziali per un dialogo costruttivo in una società pluralista.
“Il mio desiderio – prosegue – è di costruire un ponte artistico tra due tradizioni spirituali intimamente legate. Attraverso opere visive cerco di esplorare i valori comuni, come l’amore per il prossimo, la giustizia, la pace e la sacralità della vita”.
La mostra sarà accompagnata da testimonianze di studiosi e teologi ebrei e cristiani, creando un ambiente di confronto e riflessione. L’arte di Kichelmacher non è solo un mezzo espressivo, ma un invito a superare barriere storiche e promuovere la conoscenza reciproca.
Orari apertura Museo Ebraico: 10.00/19.00





















