Site icon Puglia Review

L’arte revolutiva di matrice salentina che scardina la gravità: donata alla Diocesi di Gubbio “Dis-obbedienza”, l’opera omni-direzionale di Francesca Donateo per l’ottocentenario Francescano

GUBBIO (PG) – C’è un cuore salentino dietro uno degli eventi culturali più significativi dell’anno in Umbria, capace di far dialogare l’avanguardia contemporanea con la storia universale dell’arte. La pittrice salentina Francesca Donateo ha ufficialmente donato la copia autentica del suo capolavoro, “dis-obbedienza”, alla Diocesi di Gubbio in occasione dell’ottocentenario della morte di san Francesco d’Assisi.
L’opera omni-direzionale entrerà stabilmente a far parte del patrimonio della Curia Vescovile e sarà esposta in modo ciclico presso gli spazi del prestigioso Museo Diocesano. Si tratta di un riconoscimento straordinario per l’artista legatissima alle sue radici, la cui tela è stata esposta nella Chiesa dei Laici all’interno di “Cari Maestri”, la mostra leader curata dal celebre storico e critico d’arte Giammarco Puntelli, a pochi passi da capolavori assoluti come il tondo Peruginesco e il Gonfalone attribuito a un giovane Raffaello.
L’orgoglio salentino scardina l’iconografia sacra
Con “dis-obbedienza”, Francesca Donateo porta la sensibilità e la luce della sua terra d’origine a ridefinire i codici del sacro. L’acquisizione da parte della Diocesi di Gubbio rappresenta un’illuminata e rara apertura del mondo ecclesiastico verso l’astrattismo geometrico e concettuale. Come sottolineato dal direttore artistico Giammarco Puntelli, la pittrice salentina è riuscita nell’ardua impresa di spogliare San Francesco dall’iconografia devozionale classica, restituendone l’urgenza interiore e la complessa personalità attraverso un linguaggio informale e modernissimo.
Il significato dell’opera: la disobbedienza come atto d’amore
Il titolo, scandito volutamente da un trattino, si offre come la radiografia spirituale di un cammino. Nella visione della Donateo, la “dis-obbedienza” non è una sterile negazione, bensì l’atto supremo di libertà di chi sceglie di non appartenere più alle logiche rigide del mondo per abbracciare l’Assoluto. San Francesco viene così riscoperto come un uomo d’avanguardia: un ribelle che scardina i dogmi del suo tempo per fondare un linguaggio fluido, universale e inclusivo.
L’elemento unico del capolavoro della pittrice salentina risiede nella sua natura omni-direzionale, che offre allo spettatore due prospettive di lettura:
La codificazione dei simboli e la rivoluzione del “Sussurro”
La tavolozza cromatica scelta dall’artista salentina è intrisa di messaggi potenti. Accanto al marrone scuro (l’accettazione della morte come frammentazione eucaristica) e al rosso (le stimmate e l’espoliazione del corpo), spicca l’uso politico del rosa: un esplicito richiamo alla presenza paritaria di Santa Chiara, capace di rompere gli schemi patriarcali dell’epoca.
L’opera si offre infine a chi guarda con un suggerimento di lettura intimo, che l’artista definisce un “Sussurro”. In un mondo contemporaneo che urla, la vera rivoluzione francescana è una disobbedienza sussurrata. Il sussurro non è debolezza, ma il linguaggio sommesso e potente della verità interiore che scardina il rumore delle convenzioni. Da oggi, questa straordinaria pagina di spiritualità visiva, nata dal talento e dalla profonda sensibilità del Salento, abiterà per sempre la città di Gubbio.

La nota critica
“La ricerca di Francesca Donateo ci consegna l’essenza di una lettura storica e spirituale della figura straordinaria di Francesco d’Assisi – spiega il professor Giammarco Puntelli – con un equilibrio straordinario fra sostanza dei contenuti e forma pittorica, portando la riflessione ad un livello superiore, dove la filosofia e il pensiero prendono il posto del semplice omaggio per entrare in un dialogo reale fra arte contemporanea e il correre della storia quando incontra l’infinito del sentire religioso”.
Exit mobile version