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Festival delle Regioni: l’assessora Miglietta rilancia il diritto allo studio e chiede risorse strutturali

“L’istruzione è un diritto costituzionale, non un privilegio riservato a chi può permetterselo. Non possiamo accettare che il reddito di una famiglia, il luogo in cui si nasce o le condizioni economiche di partenza decidano le opportunità di vita o il destino di una persona. Per questo chiediamo al governo di ripensare il DL scuola, rinunciando alle norme che limitano i diritti degli studenti e delle studentesse stranieri, e di cambiare marcia sul finanziamento del diritto allo studio, passando da interventi straordinari a politiche strutturali, con risorse certe e una programmazione di lungo periodo”.

È questa la posizione che l’assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta ha portato alla Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è riunita questo pomeriggio a Firenze nel corso del 5° Festival delle Regioni. Una proposta che l’assessora Miglietta ha declinato in quattro priorità per rendere effettivo il diritto all’educazione e alla formazione, dalla prima infanzia all’università, fino all’ingresso nel mondo del lavoro.

La prima riguarda i buoni educativi per la prima infanzia. “Aumentare i posti negli asili nido nelle nostre città, come abbiamo fatto anche grazie alle nuove strutture realizzate con le risorse PNRR, non basta se le famiglie non riescono a sostenerne i costi di iscrizione. Non possiamo finanziare nuovi servizi e lasciare che le famiglie più fragili incontrino ostacoli economici proprio nell’accedervi. Crediamo che il sostegno pubblico debba essere concreto, semplice e immediatamente fruibile. Per questo, dopo aver avviato un confronto su base regionale, portiamo ufficialmente in Commissione la richiesta che il governo si faccia carico di coordinare il finanziamento del sistema integrato 0-6, che si compone di fondi di diversa provenienza, e che modifichi la legislazione vigente consentendo l’erogazione del buono INPS direttamente alle Regioni o ai Comuni, previa sottoscrizione di apposite convenzioni”.

La seconda priorità è garantire residenze universitarie realmente accessibili. “Investire nelle residenze universitarie – ha proseguito Miglietta – deve significare offrire a ragazze e ragazzi la possibilità di studiare e vivere nelle città universitarie che hanno scelto, senza che i costi degli alloggi diventino una barriera. Non basta aumentare i posti letto nelle residenze di nuova costruzione se sono distanti dalle università e dai servizi urbani o se poi le si trasforma in luoghi elitari, difficilmente accessibili a tutti e, in particolare, a chi ha meno risorse. Gli investimenti pubblici devono contrastare le disuguaglianze, non rischiare di riprodurle”.

La terza richiesta è la copertura del 100% delle borse di studio per tutti gli studenti e le studentesse idonei. “È inaccettabile – ha detto l’assessora – che una studentessa o uno studente in possesso dei requisiti restino senza borsa per mancanza di fondi. Il diritto allo studio non può essere subordinato all’incertezza dei finanziamenti. Chiediamo trasferimenti statali stabili, programmabili su base pluriennale e adeguati al costo della vita: il 100% degli idonei deve essere una garanzia strutturale, non un obiettivo da rinegoziare ogni anno. Se non ce ne accorgiamo, a pagare il conto saranno migliaia di studenti e studentesse che in tutta Italia faranno estrema difficoltà a proseguire gli studi”. La quarta priorità riguarda gli ITS Academy, una leva strategica per l’occupazione e lo sviluppo dei territori.

Silvia Miglietta – Assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia

“La Puglia – ha ricordato Miglietta – può contare su una rete di undici ITS Academy che, come certificano i dati dei rapporti INDIRE, si sono distinti per qualità e tasso di placement. Se vogliamo che continuino a offrire opportunità concrete ai giovani e competenze alle imprese dobbiamo garantire risorse stabili per il loro funzionamento. Il PNRR ha rappresentato una spinta importante, ma non può essere l’unica base su cui costruire il futuro di un sistema formativo così strategico. Queste richieste – ha concluso – si inseriscono in una visione precisa del ruolo pubblico nell’istruzione, fondata sui principi costituzionali di uguaglianza. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche educative e conoscono i bisogni delle comunità. Servono risorse adeguate e regole più efficaci. Per questo chiediamo al Governo un’assunzione di responsabilità chiara e un impegno a finanziare in modo stabile il diritto allo studio e l’intera filiera dell’educazione, dell’istruzione e della formazione. Investire in questi ambiti significa investire nella libertà delle persone, nella coesione sociale e nella possibilità per ogni giovane di scegliere il proprio futuro senza essere condizionato dalle proprie origini”.

 

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