«Il possesso e il controllo non sono amore. Bisogna trovare la forza di allontanarsi da queste situazioni, amarsi e vivere la propria vita, lontano dai condizionamenti e dalla sofferenza». È il messaggio che Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma, ha affidato al pubblico di Taranto nel ricevere il Premio “donne, NON pupe”, assegnatole questa mattina a Palazzo della Provincia nell’ambito dell’XI edizione di Passerella Mediterranea.
Un riconoscimento che celebra non soltanto il percorso sportivo della fiorettista marchigiana pluimedagliata, ma anche il coraggio di trasformare un’esperienza personale in una testimonianza pubblica. La sua storia si intreccia con il significato del Premio, che invita a superare stereotipi e modelli culturali che riducono la figura femminile all’apparenza, per affermare il valore della libertà, dell’autodeterminazione e del rispetto.
«Quando ero adolescente – ha raccontato l’atleta – ho vissuto una storia che credevo fosse amore. Con il tempo, però, ho capito che quella non era la persona giusta per me e che stavo vivendo una relazione tossica. Piano piano ho trovato la forza di allontanarmi. Mi sono dedicata sempre di più allo sport, ho iniziato ad allenarmi intensamente e sono arrivate le vittorie più importanti. Lo sport per me è stato importantissimo».
La scherma è diventata così uno spazio in cui ritrovare se stessa, ricostruire la propria vita e riconquistare la libertà di scegliere. Da qui l’augurio che la sua esperienza possa essere d’esempio per altre donne: «Spero ha ribadito con fermezza – che la mia storia possa dare coraggio a chi si trova in difficoltà e a chi subisce violenza. La cosa importante è rendersi conto di essere in una situazione sbagliata. Il possesso e il controllo non sono amore».
Alla campionessa, oggi mamma e moglie felice, è stata consegnata la “Pupa”, realizzata in ceramica di Grottaglie dal maestro Gaetano Fasano. Un simbolo che richiama il senso stesso del Premio: andare oltre l’immagine e l’oggettificazione per riconoscere a ogni donna il diritto di affermare la propria identità, compiere le proprie scelte e costruire il proprio futuro.
Nel corso della cerimonia, Nicoletta Erroi, presidente Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie e Greta Barbone, former Human Rights Manager della Fondazione Milano Cortina 2026, hanno consegnato a Elisa Di Francisca anche la Carta Etica di Taranto e del Mediterraneo – Educazione allo sport libero da stereotipi, realizzata in collaborazione con l’Università del Salento e il Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie. Il documento richiama il ruolo educativo dello sport nella promozione della parità, della dignità e del rispetto, affinché la pratica sportiva sia uno spazio accessibile a tutti, libero da discriminazioni e condizionamenti.
«Lo sport è un potente strumento educativo, capace di trasmettere valori che vanno ben oltre il risultato agonistico – ha spiegato Greta Barbone -. Per questo è importante promuovere contesti in cui ogni persona possa sentirsi libera di partecipare, esprimersi e realizzare il proprio potenziale, senza essere condizionata da stereotipi o discriminazioni. La Carta Etica di Taranto e del Mediterraneo nasce proprio con questo obiettivo: contribuire a costruire una cultura dello sport fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulle pari opportunità, a partire dall’educazione delle nuove generazioni».
«Come Soroptimist – la voce di Nicoletta Erroi – crediamo nel valore dell’educazione e della sensibilizzazione per superare gli stereotipi e favorire un cambiamento culturale duraturo Promuovere i diritti delle donne significa lavorare ogni giorno per una società in cui il rispetto, la libertà di scelta e le pari opportunità siano principi concreti, non soltanto dichiarazioni di intenti. Iniziative come Passerella Mediterranea offrono l’occasione di coinvolgere istituzioni, associazioni e comunità in una riflessione condivisa, dando visibilità a esperienze e progetti capaci di generare consapevolezza».
Donne che parlano alle donne, oltre gli stereotipi. Il Premio “donne, NON pupe”, ideato da Carmela Comes, nasce dalla volontà di dare spazio a testimonianze capaci di promuovere una cultura fondata sulla consapevolezza, sulla libertà di scelta e sul rispetto reciproco.
«La testimonianza di Elisa Di Francisca – ha sottolienato Camela Comes – dimostra quanto sia importante trovare la forza di scegliere se stesse e quanto lo sport possa rappresentare uno strumento di crescita, consapevolezza e riscatto. Attraverso Passerella Mediterranea vogliamo dare spazio a queste storie e promuovere, insieme alle istituzioni e alle realtà del territorio, un messaggio concreto di libertà, rispetto e parità. Perché il cambiamento culturale nasce anche dalla capacità di ascoltare, riconoscersi nelle esperienze degli altri e trasformare le parole in azioni».
A condividere questo messaggio, nel corso dell’appuntamento a Palazzo della Provincia, altre donne impegnate in ambiti professionali e sociali differenti. Tra loro: Maria Rosa Viceconte, segretario generale della Provincia di Taranto; Annagrazia Angolano, presidente della Commissione Cultura della Regione Puglia; Luciana Delle Donne, founder e CEO del brand Made in Carcere; Marinella Martina, dirigente del Commissariato di Manduria; Maria Antonietta Curtolillo, vicario del Questore di Taranto. Percorsi diversi, accomunati dalla volontà di affermare che una donna non è un’immagine da esibire, un ruolo da interpretare o un modello imposto da seguire. È una persona con una storia, una voce, capacità e aspirazioni proprie. Il titolo “donne, NON pupe” diventa così una presa di posizione contro una cultura che troppo spesso giudica le donne per il loro aspetto, anziché riconoscerne il valore e l’autonomia.
Un invito a costruire contesti in cui ciascuna possa esprimersi senza paura, riconoscere le situazioni di controllo e sopraffazione e trovare il sostegno necessario per uscirne. Perché promuovere la libertà femminile significa anche educare al rispetto, sostenere la parità e contrastare gli stereotipi prima che alimentino discriminazione e violenza. Altro momento intneso è stato quello vissuto con la performance teatrale dell’attore e drammaturgo Alfredo Traversa, che ha aggiunto alla cerimonia un momento di forte coinvolgimento emotivo.
L’incontro, presieduto da Damiano Comes, CEO di Urban Events, è stato moderato dal giornalista Vincenzo Sparviero.
«Passerella Mediterranea – ha affermato Comes – nasce con l’ambizione di mettere in dialogo mondi diversi, dalla moda alla cultura, dal turismo all’impegno sociale. Il Premio “donne, NON pupe” rappresenta una parte fondamentale di questo percorso, perché ci ricorda che la bellezza non può essere separata dal rispetto della persona e dalla sua libertà. La presenza di Elisa Di Francisca e la sua testimonianza ci invitano a riflettere sull’importanza di educare al rispetto e di contrastare ogni forma di controllo e discriminazione. È un impegno che vogliamo condividere con le istituzioni, le associazioni e le comunità coinvolte nella manifestazione».
«Il Premio “donne, NON pupe” – il commento di Grazia Cinieri, coordinatrice generale del progetto – lancia un messaggio importante, soprattutto alle nuove generazioni: il rispetto deve essere alla base di ogni relazione».
I prossimi appuntamenti:
Sabato 17 ottobre il viaggio farà tappa a Crispiano, dove a Masseria Parco delle Querce si svolgerà “Love Without Borders”, progetto esperienziale inclusivo dedicato al mondo LGBTQ+, pensato per esplorare nuove opportunità culturali ed economiche. Nel pomeriggio, alle 16.30, la passerella urbana raggiungerà il centro storico di Martina Franca e Palazzo Ducale, attraversando vicoli e architetture barocche della Valle d’Itria. La giornata si concluderà alle 20.30 a Masseria Palesi con “Arte, Natura e Cucina in Dialogo”, una cena dedicata all’incontro tra creatività e tradizioni gastronomiche pugliesi.
Domenica 18 ottobre sarà la volta di Grottaglie e delle eccellenze artistiche e artigianali. E poi il gran finale, in programma domenica alle ore 19 al Relais Histò San Pietro, a Taranto, affacciato sul Mar Piccolo. Qui andrà in scena la sfilata-evento “Intrecci d’eternità”, con la collezione di alta moda sposa firmata da Carmela Comes, designer e ideatrice del progetto, e la regia e direzione della fotografia di Antony Pepe. La collezione celebra l’incontro tra alta sartoria e cultura mediterranea, reinterpretando la tradizione in chiave contemporanea e raccontando l’identità e la bellezza del territorio.
Realizzata da Urban Events, Passerella Mediterranea si fonda su una rete che coinvolge istituzioni, amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e professionisti. Fanno squadra i Comuni di Taranto, Porto Cesareo, Martina Franca e Crispiano, insieme alla Provincia di Taranto, alla Camera di Commercio di Taranto e Brindisi, al Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie e al Comune di Milano, con il supporto della Regione Puglia, del Consiglio Regionale della Puglia, di Puglia Culture e Pugliapromozione.
